03.03.12 Palermo-Milan

il POST Palermo-Milan di Marco Brucculeri

PALERMO-MILAN

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Dopo il furto subito la  scorsa settimana per mano bianconera, ecco che finalmente ritorna il campionato ed il calcio giocato.
La gara è di quelle delicate perché a Palermo, negli ultimi anni abbiamo sempre lasciato punti preziosi.

Sarà stata la rabbia per gli ultimi torti subiti o la consapevolezza di non poter più sbagliare per tentare l’assalto tricolore, tant’è che l’approccio alla gara è stato quest’oggi pressoché perfetto.
Numerose occasioni fin dai primi minuti di gioco, hanno trovato compimento in una splendida tripletta di Ibra che, tornando dalla squalifica, si è prepotentemente ripreso la leadership del suo Milan.

Non sempre capita di siglare una tripletta nella prima mezzora di gara e se non fosse stato per il miracolo effettuato da Viviano, avremmo già nella prima frazione potuto assistere ad un poker.

Dicevamo di Viviano, il portiere rosanero, pur con le numerose reti subite, è stato il migliore in campo dei palermitani e questo la dice lunga sull’andamento della gara.

Tornando dagli spogliatoi per l’intervallo con la vittoria già largamente acquisita, il Milan ha comunque dimostrato applicazione e concentrazione nell’accostarsi al secondo tempo.
Dopo pochi minuti, infatti, è Thiago Silva a siglare la quarta rete ed annichilire definitivamente il già frastornato stadio Barbera.

Il Milan ha quindi lanciato un messaggio importante da Palermo, una vittoria talmente netta e schiacciante non solo sotto il profilo del risultato ma anche del gioco, da essere l’ennesima prova di forza da lanciare ai nostri avversari.
A mio avviso siamo nettamente la squadra più forte del campionato, giocando in questo modo sempre, non potremo non esultare a Maggio.

ABBIATI: 6 non particolarmente impegnato dal Palermo, è pronto ed attento su una parata bassa con il risultato ancora di 0 a 0
ABATE: 6,5 Si propone dando ampio sfogo sul lato destro alla nostra manovra. Spina nel fianco per gli avversari, dimostra di aver riacquisito brillantezza atletica
THIAGO SILVA: 8 E’ incredibile come il re, con la massima tranquillità e naturalezza, riesca a districarsi con giocate meravigliose in ogni disimpegno difensivo. Trova anche la rete, cosa si può chiedere di più?
BONERA: 6,5 Gioca nel suo ruolo naturale, finalmente. Argina le ripartente di Miccoli e sbroglia qualche matassa difensiva
ANTONINI: 6 Non spinge come Abate ma svolge con applicazione il suo compito. Sostituito da Mesbah ad inizio ripresa
AMBROSINI: 6 Si trova a proprio agio in questo ruolo davanti alla difesa, copre con attenzione e la partita non gli richiede sforzi supplementari
MUNTARI: 6 Soprattutto nella prima frazione di gara, offre grandi incursioni e qualche tiro in porta, anche se impreciso. Conferma  di essere una pedina preziosa per il nostro centrocampo.
EMANUELSON: 6,5 Esce nella ripresa per una botta alla caviglia. Nel primo tempo dimostra grande freschezza e dinamismo. Salta l’uomo ed arriva al tiro, peccato non abbia segnato.
NOCERINO: 6 Era la sua serata, l’ex palermitano non vuole infierire e si limita a contenere, negandosi le solite incursioni offensive.
IBRAHIMOVIC: 9 Non si sa cosa aggiungere o scrivere per descrivere Ibra. Apre e chiude la partita con una tripletta, padrone assoluto del nostro attacco, un fuoriclasse.
ROBINHO: 7 Ora che è tornato in forma, si dimostra come nella scorsa stagione la spalla ideale al gigante svedese. Grandi giocate nello stretto e tanta classe
EL SHAARAWY: 6,5 Entra per sostituire Emanuelson, impegna subito Viviano con un gran tiro e si conferma la bella realtà che conosciamo
MESBAH: 6 Sostituisce Antonimi e senza strafare si porta a casa la pagnotta. Unica pecca, si scontra con Thiago Silva e rischia di fargli male
INZAGHI: S.V. entra negli ultimi minuti, impossibile giudicarlo ma sicuramente obbligatorio elogiarlo per la professionalità e voglia che ci mette

 

il PRE Palermo-Milan di Marco Rizzo

PALERMO-MILAN

(clicca l'immagine per ingrandirla)

Il sereno dopo la bufera. Si torna a giocare.
Finalmente dopo una settimana di estenuante, ma inevitabile, polemica, di veleni, dispetti, sarà il campo che tornerà a dire la sua.
Un campo che, aldilà del clamoroso e macroscopico errore dell’ assistente Romagnoli, aveva parlato in modo chiaro, netto e palese anche una settimana fa: il Milan ha dimostrato di essere più forte della Juventus.
Nonostante le assenze, le maggiori partite disputate e nonostante gli errori.
Ma questo non basta. Ora che il calendario torna ad essere un filo più agevole, la squadra di Allegri deve ritrovare quella continuità di prestazioni e di risultati che aveva contraddistinto il post Juventus-Milan del girone di andata.

Sarà difficile, è chiaro. In mezzo ci potrebbero essere i quarti di finale di Champions, che toglierebbero energie psicofisiche, per non dimenticare il ritorno delle semifinali di Coppa Italia.
Ma è il Milan è una grande squadra. Ha una rosa enorme, di oltre 30 giocatori, e ha l’obbligo di provarci fino in fondo in ogni competizione.
Anche perché, la Juventus, nonostante tutto, qualche segno di stanchezza, fisica e tecnica, lo ha dato. E non sfruttarlo sarebbe imperdonabile.

Abbiamo accennato alla folta rosa rossonera. Nonostante l’alto numero di giocatori, però, questa rimane, e rimarrò, ancora scarna, almeno per i prossimi due-tre impegni. Infortuni e squalifiche continuano ad attanagliarla.
Qualcosa tuttavia si muove.
È stata infatti la settimana del ritorno in gruppo di un più che mai stoico Rino Gattuso, e del ritorno alla piena competitività di Mathieu Flamini.
Lievi miglioramenti anche per Boateng e Aquilani, che per la partita con il Lecce, incrociando le dita, potrebbero fare il loro ritorno.
Tuttavia questa è la settimana anche della stangata a Mexes, che dovrà saltare 3 turni per squalifica. È la settimana del ritorno in lista infortunati di un Pato ormai ai margini della squadra. I problemi fisici a Nesta, Bonera e Maxi Lopez, non fanno poi che aggiungere problemi allo staff rossonero.
Aggiungiamoci le nazionali, con i ritorni scaglionati di ben 13 giocatori, e avremo un quadro d’insieme non molto confortante per quanto riguarda questa trasferta a Palermo. Ma ne parleremo più avanti nello specifico.

Concentriamoci ora sugli avversari.
Il Palermo rappresenta forse una delle peggiori bestie nere per il Milan negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda le gare al Barbera. Per un motivo o per l’altro, nelle ultime stagioni, il Milan è arrivato a giocarsi questa gara in un momento difficile.
Ma di fronte c’è sempre stato, va detto, un Palermo di altra caratura. Una squadra pienamente competitiva, con giocatori importanti. I vari Liverani, Cavani, Pastore, Hernandez e via dicendo, hanno sempre fatto male alla squadra ora allenata da Allegri.
Quello di quest’anno è un Palermo diverso. Competitivo solo a tratti, e soprattutto discontinuo, anche nel corso della stessa partita. E i numeri lo dicono chiaramente.
Squadra, quella rosanero, capace di fare soli 4 punti in 13 partite in trasferta (4 pareggi), con soli 8 gol realizzati (di cui 4 contro l'Inter a San Siro) e ben 24 subiti.
Tuttavia, tra le mura amiche sono tutt'altra cosa. Su 12 giocate, hanno totalizzato ben 10 vittorie e sole 2 sconfitte. È la squadra che in casa ha fatto piu' punti, dietro solo all'Udinese di Guidolin.
I numeri, anche in questo caso, parlano chiaro: 31 gol fatti, e 15 subiti.
Miglior attacco casalingo per distacco (la seconda è il Milan, a 25 gol).
Tuttavia, il dato su cui il Milan dovrà porre la sua attenzione sono i 15 subiti. Francamente parecchi. L’undici di Allegri, conscio del suo ruolo da miglior attacco esterno (24 gol), sa che proprio quest’ultimo aspetto sarà fondamentale. La sensazione, senza parlare troppo forte, è che la difesa rosanero, anche perché avrà delle importanti assenze, sarà tutt’altro che invulnerabile. L’abilità starà nel gestire al meglio la partita, stando attenti in fase difensiva e capendo quando sarà il momento di forzare per trovare il gol.

Il Palermo però sarà forte dei precedenti. Come si diceva, il Milan ha un ruolino di marcia negli ultimi sei anni a dir poco pessimo in quel della Favorita.
L’ultima vittoria risale infatti alla stagione 2005-2006, quando Shevchenko ed Inzaghi segnarono i gol decisivi per lo 0-2 finale.
Nella stagione successiva, ecco l’ultimo pareggio. La squadra di Ancelotti infatti impatta per 0-0, con Kaka che sbaglia un rigore.
Da li in poi, solo batoste.
2-1 nella stagione 2007-2008 (con l’aiuto ai rosanero che arriva direttamente dall’arbitro Farina, che ne combina di tutti i colori), poi due 3-1 consecutivi, fino ad arrivare all’1-0 della scorsa stagione, quando un gol in apertura di Goian, aveva compromesso non poco la corsa-scudetto.
In tutto questo, non vanno poi dimenticate due figuracce anche in Coppa Italia. 3-0 nella stagione 2006-2007, e 2-1 lo scorso anno.
Insomma: l’obiettivo del Milan sarà senza dubbio invertire una tendenza alquanto pericolosa.

Vediamo ora quelle che possono essere le scelte dei due allenatori.

Mutti ha le sue gatte da pelare soprattutto nel reparto arretrato. Le assenze di Balzaretti e Silvestre ed i problemi fisici di Pisano, stanno spingendo l’ex allenatore di Bari e Messina, a cambiare modulo. Stando alle indiscrezioni, si potrebbe passare ad un 3-5-2.
Davanti a Viviano, dovrebbero quindi partire Munoz, Migliaccio e Mantovani.
Esterni alti del centrocampo a 5, potrebbero essere Aguirregaray e Bertolo. Ovviamente spera fino all’ultimo di poter recuperare Pisano, anche se l’ex terzino del Varese si è allenato sempre a parte per tutta la settimana.
Dubbio anche tra gli interni di centrocampo. Se certi del posto, ci sono Donati, ex Milan, e Barreto, il dubbio è tra il più ordinato Della Rocca o il più offensivo ed estroso Ilicic. La sensazione è che si vada verso l’utilizzo dell’ex bolognese.
Davanti pochi dubbi: Miccoli e Budan saranno la coppia d’attacco. Con un Miccoli sempre molto ispirato quando vede rossonero.
Se Mutti deciderà comunque di restare con la difesa a 4, il cambio di modulo sarà immediato. Aguirregaray andrebbe ad allargarsi come terzino sinistro, con Munoz opposto, e Bertolo andrebbe a stringersi affianco a Donati e Barreto in un centrocampo a 3, e a quel punto Della Rocca sarebbe avanzato come trequartista.

Spostiamoci ora in quel di Milanello.
Ricordare le assenze è troppo lungo e dispendioso, tanti sono.
Per cui andiamo all’inverso. Rispetto alla gara con la Juve il Milan guadagna Ibrahimovic, Mesbah e, probabilmente, Flamini, ma solo per la panchina.
Contestualmente mancheranno Mexes e Pato.
Per gli altri, nessuna buona nuova.
Per cui, la formazione è presto fatta. Abbiati in porta. Davanti a lui agiranno Abate, Thiago Silva, Bonera (che ha recuperato all’ultimo) e Antonini, che dovrebbe vincere il ballottaggio con Mesbah, impegnato in settimana in nazionale.
Andiamo con le certezze a centrocampo: Nocerino agirà come mezz’ala destra, mentre Emanuelson sarà impiegato da trequartista. Ambrosini dovrebbe giocare. Ma in che posizione ? tutto dipende dalla condizione di Muntari, tornato solo oggi da un amichevole dall’altra parte del mondo. L’idea sarebbe far riposare Van Bommel, impiegato 90’ con l’Olanda, facendo poi riposare Muntari in settimana. Se cosi’ fosse, Ambrosini farà il mediano davanti alla difesa. In caso contrario, Muntari in panchina, Van Bommel davanti alla difesa e Ambrosini che scala a mezz’ala.
Davanti, zero dubbi: Ibra-Robinho sarà la coppia titolare.

Orsato dirigerà la sfida. Argomento delicato. Il Milan ha chiaramente subito un ingiustizia la settimana scorsa, e le polemiche hanno sicuramente creato pressioni su pressioni. Come se non bastasse, anche il Palermo ha subito gravi torni la settimana scorsa a Siena. Orsato dovrà essere ineccepibile.
La stoffa ce l’ha. Da molti è percepito e riconosciuto come il migliore della Can A. e gli stessi, sono rimasti perplessi riguardo alla sua non designazione per Milan-Juventus. Magari con lui ad arbitrare, chissà…
In ogni caso, in bocca al lupo a lui.

Prima di chiudere, due parole sulla Juventus. Settimana complicata anche per i bianconeri. Certamente le polemiche hanno destabilizzato. Conte e la Juve si sono chiusi a riccio, ma certamente gli eventi della settimana scorsa non possono non aver lasciato un segno. Ora sta a loro: i fatti di sabato scorso possono affossare o lanciare definitivamente.
E il Chievo, allo Juventus Stadium, non farà certo la comparsa. La squadra di Di Carlo sa giocare questo tipo di gare. Sa chiudersi ottimamente e ripartire. E a differenza del Catania, ha le doti fisiche per reggere l’urto. Squadre cosi’, come Siena, Bologna e Cagliari, proprio al “Centro Commerciale”, hanno già tolto 6 punti ai bianconeri. Occhio.
Ma il Milan poco se ne dovrà preoccupare. Giocherà prima, e questo deve essere ulteriore stimolo. Per la squadra di Conte, la possibilità di giocare con il fardello del +4 rossonero, metterebbe ancora più pressione.

E allora, niente esitazioni. Cattivi, determinati e concentrati. Come nel finale di Udine, come con l’Arsenal e per buona parte della gara con la Juventus.
Cosi’ dovrà scendere il campo il Milan.

Forza Ragazzi!

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