04.03.2012

Manuel Vanacore - calciomercatonews.com

John Guidetti, talento di origine italiana che sta stupendo mezza Europa con la maglia del Feyenoord, sarebbe finito nel mirino del Rubin Kazan. I russi sono fortemente interessati al giocatore e certamente formuleranno un’offerta per accaparrarselo. Il cartellino appartiene al Manchester City che vorrà almeno 10-15 milioni di euro per farlo partire.
Sul talento svedese si è posato l’interesse anche di Inter eMilan. Le due società italiane lo stanno facendo seguire e rapporti privilegiati con il suo agente Mino Raiola potrebbero essere decisivi

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Manuel Vanacore - Corriere dello Sport

Come ricorda il Corriere dello Sport, il lungo corteggiamento del Milan nei confronti di Riccardo Montolivo dovrebbe conludersi positivamente al termine della stagione, quando l'ormai ex capitano viola approderà a Milano, sponda rossonera. Anche Cesare Natali dovrebbe seguire lo stesso percorso di Montolivo, liberandosi a parametro zero al termine della stagione

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Lucio Faiola - dailymail.co.uk

L'Arsenal romperà il salary cup, nel tentativo di convincere Robin van Persie a firmare un nuovo contratto dopo la prestazione vincente nel match di Anfield.
Arsène Wenger ha lasciato intendere che l'Arsenal potrebbe rompere la rigorosa struttura dei salary cup per mantenere il loro capitano, ammettendo: 'Faremo tutto il possibile per tenerlo. Sono molto orgoglioso si come è cresciuto, il ragazzo che è arrivato qui era molto timido e lo guardo ora'.
'E' il leader della squadra, sta giocando sotto grande pressione ogni partita, perché sa che deve segnare, così ha fatto dello sviluppo eccezionale, non solo come giocatore ma anche come essere umano. Per me lui è lì con i migliorigiocatori del mondo'

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Manuel Vanacore - as

Il Paris Saint Germain sarebbe intenzionato a strappare Xavi al Barcellona, pagando al club catalano la clausola rescissoria di 80 milioni di euro. Lo riferisce, in Spagna, As, quotidiano vicino al Real Madrid (e quindi la notizia va presa con le pinze).
Secondo As, il regista del Barça sarebbe comunque intenzionato a restare al Camp Nou, e starebbe solo aspettando la notizia del rinnovo diPep Guardiola per essere sicuro della continuità del progetto vincente blaugrana, per poi mettere a tacere le voci di mercato che lo riguardano.
As aggiunge che anche il Milan sarebbe sulle tracce di Xavi. Come ha ricordato di recenteAdriano Galliani, già qualche anno fa, prima dell'esplosione del centrocampista del Barcellona e della nazionale spagnola, la società rossonera ci aveva fatto un pensierino. Ma poi si aprì l'era di Andrea Pirlo e non ci fu più bisogno di un altro tessitore di trame del centrocampo. L'anno prossimo l'idea potrebbe tornare di moda, ma di fronte all'offerta del PSG, conclude As, per il Milan l'operazione Xavi sarebbe molto ma molto complicata

 

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Nicola d'Altilia - sportmediaset

Quattro gol di vantaggio e un Ibrahimovic formato gigante rappresentano due assolute garanzie per il Milan, che dopo il poker di Palermo si sintonizza con il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in programma martedì a Londra contro l'Arsenal. Ma Allegri si trova a dovere fronteggiare l'ennesima emergenza: rischia di dare forfait anche Emanuelson, e tra infortuni e squalifiche il reparto di centrocampo è sguarnito.
L'olandese si è distorto una caviglia nel tentativo di conquistare una palla vagante al limite dell'area (e tra l'altro il risultato era già di 4-0 per i rossoneri) ed è uscito zoppicando. Lo stesso Emanuelson, tramite Twitter, ha fatto sapere che "non si tratta di nulla di grave", ma il tipo di infortunio, anche in una forma leggera, è sempre da prendere con le molle. L'ex-Ajax verrà valutato domenica a Milanello e se non ce la dovesse fare, Allegri si troverebbe una bella "X" in formazione perché a questo punto i centrocampisti di ruolo disponibili in vista dell'Emirates risulterebbero Nocerino e Van Bommel. Punto. Capitan Ambrosini, infatti, è squalificato, mentre Sulley Muntari non è stato inserito nella lista-Champions. Poi, c'è sempre la lista dei lungodegenti. Nessuna possibilità per Seedorf, Boateng, Merkel, Strasser e ovviamente Gattuso, c'è una fiammella di speranza per Aquilani, che tuttavia non gioca da quasi tre mesi: un simile match non sembra il terreno perfetto per un rientro così delicato. Infine c'è Mathieu Flamini, che ha "fatto la gamba" sabato nel derby Primavera e che quasi sicuramente verrà convocato. Per lui vale però il discorso di Aquilani.
Un bel rebus, che si potrebbe risolvere forse spostando Mesbah nel ruolo di mezzala sinistra. Ma anche in questo caso, c'è da fare i conti con un altro ko, quello di Antonini, che ha accusato problemi al flessore della coscia sinistra. E quindi, eventualmente, rispolvero di Zambrotta. Lunedì sapremo di più, per il momento... chiamatela "Croce rossonera".

Ndr: Non iniziamo con Milan Lab di lì, preparazione di là, analizzando bene i vari infortuni tutto ciò si può etichettare, a mio avviso, sotto la voce “Sfiga Nera”

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Lucio Faiola - dailymail.co.uk

Zlatan Ibrahimovic ha rifiutato la possibilità di andare all'Arsenal in quanto boss Arsene Wenger voleva l'attaccante svedese solo attraverso un provino.
Il giocatore dell'AC Milan era un adolescente quando ha incontrato Wenger nel 2000 per discutere una possibile arrivo a nord di Londra.
Ibrahimovic, 30 anni, ha detto al Sun: 'Arsene mi ha dato la famosa maglietta rossa e bianca - con la numero con Ibrahimovic su di esso ed ero così contento, ho anche posato per una foto indossandola'.
'Non ha mai in realtà fatto un'offerta seria, era più: " voglio vedere quanto sei bravo, che tipo di giocatore sei. facendo un provino".
'Io non ci potevo credere. Ero come, "No, Zlatan non fa provini"

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Michele Dattoli - acmilan.com

ADRIANO GALLIANI
"Ibra straordinario, ma mi sta piacendo moltissimo anche Robinho ed El Shaarawy entra sempre bene. Un grande Milan, con un super Thiago Silva ed un ottimo centrocampo. Siamo tornati a vincere qui dopo sei anni, bene così. Adesso speriamo che migliorino le condizioni di Emanuelson, a centrocampo martedì saremo contatissimi. Siamo al quarto girone con Allegri, stiamo marciando sempre a ritmi molto elevati con Allegri in panchina. La rete di Muntari con la Juve? Io continuo a dire che ha fatto due gol in due partite con noi..."

ZLATAN IBRAHIMOVIC
"Sono molto contento, dopo tre turni di squalifica, sono tornato ed è andato tutto molto bene per me e per la squadra, che sta giocando al meglio con tanta fiducia. Stiamo giocando come vogliamo, in attacco siamo sempre pericolosi. E' la mia seconda tripletta in Italia, i gol sono un bonus per me. Sono state tre reti tutte importanti, prima del mio secondo gol il Palermo stava pressando. Mi dispiace non esserci stato con la Juve, ho sofferto e ho pagato, ma la squadra senza di me comunque ha fatto bene, meritava di vincere anche sabato scorso. Ora martedì c'è un'altra partita, speriamo di ripetere quello che abbiamo fatto oggi. Galliani a Barcellona disse che non sarebbe tornato senza di me, mi diede tanta fiducia e gli devo molto. Io gli voglio bene a Galliani e anche lui penso me ne voglia. I tifosi devono continuare ad aiutare la squadra, noi stiamo facendo del nostro meglio per dare a loro tante gioie".

LUCA ANTONINI
"E' solo un indurimento dell'addutore, niente di preoccupante, eravamo già sul 3-0 ed era meglio preservarsi per le prossime partite. C'era bisogno di sfatare questo tabù, siamo entrati con il piglio giusto e portato a casa i tre punti che volevamo. Sono contento della fiducia che mi sta dando il Mister, anche perché giocando con continuità prendi più confidenza e tranquillità. Ma sono ancora tante le partite davanti, dobbiamo continuare a lavorare. Ibra è troppo forte, è veramente un fenomeno, ci è mancato tanto, si sente quando è in campo".

DJAMEL MESBAH
"Sono contento della vittoria, complimenti alla squadra e a Ibrahimovic. Era una partita pericolosa, non vincevamo qui da sei anni. Ora pensiamo alla partita di martedì con l'Arsenal: abbiamo un buon vantaggio, siamo fiduciosi, l'Arsenal in casa è devastante ma se giochiamo da Milan possiamo farcela senza problemi".

URBY EMANUELSON
"Sto meglio. Ho preso una botta e si è girata la caviglia, domani valutiamo. Sono contento per la vittoria, abbiamo giocato una grande partita, Ibrahimovic ha fatto tre splendidi gol".

DANIELE BONERA
"Abbiamo dimostrato che questa settimana si è pensato solo a giocare, da parte nostra, e lo si è visto sul campo. Non ho mai trovato continuità negli allenamenti l'anno scorso, ora mi sto allenando con costanza e le cose vanno meglio. E' una tappa per far vedere che ci siamo, abbiamo dato continuità alle prestazioni. Ho cercato pure il gol, ci ha pensato Thiago e va bene così"

MASSIMILIANO ALLEGRI
"Credo che la vittoria sia stata meritata: abbiamo limitato molto il Palermo, è merito dei ragazzi. La squadra ha fatto una grande partita, siamo in un momento importante della stagione, gli obiettivi si avvicinano e per non farseli sfuggire bisogna giocare sempre con attenzione e bene. E' stato uno stimolo in più quello di cercare di invertire la tradizione del Palermo sempre vittorisoso contro il Milan negli ultimi sei anni. Per rimanere in testa alla classifica dovevamo vincere, fino a mercoledì' lo saremo poi vedremo. Sono molti i meriti del Milan, l'approccio importante alla partita ha limitato e smontato le impostazioni del Palermo. A Emanuelson è girata la caviglia, Antonini ha avuto un indurimento, Seedorf difficilmente sarà a disposizione, Aquilani potrebbe esserlo.
Ibra sta facendo grandi cose, è in un ottimo momento, le tre giornate di squalifica gli hanno fatto bene"

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Alberto Re - Gazzetta dell Sport

Alla faccia di chi lo considera soltanto un grande solista che, tuttavia, non riesce a intonarsi alla musica dell’orchestra. Zlatan Ibrahimovic lo immaginiamo su un palcoscenico, davanti al pubblico in delirio, con la chitarra a tracolla a inventare note e assoli, e i suoi compagni del gruppo dietro a tenere il ritmo e ad assecondarlo. E lui, irriverente come il Jimi Hendrix che a Woodstock osò "personalizzare" addirittura l’inno americano, si fa beffe degli avversari e dei critici, va via con la potenza di un bisonte, sfonda la rete e alza il pugno al cielo. Questo è Ibra: energia pura, ritmo martellante, improvvise accelerazioni che ti lasciano senza fiato. E con uno così in campo anche la squadra dà il meglio: hai voglia a dire che, senza di lui, il collettivo si esalta...
Tre Esempi — La partita contro il Palermo la vince da solo. Primo gol: Robinho lo imbecca al limite dell’area, dopo un rocambolesco recupero del pallone, e Ibra piazza un tiro imparabile con il piede sinistro. Secondo gol: azione di contropiede, quattro milanisti filano via in velocità, è sempre Robinho a portare su il pallone, ed è sempre lui ad appoggiarsi su Ibra che, saggiamente, aspetta il movimento di sovrapposizione del brasiliano, inganna la difesa del Palermo spostando la sfera da un piede all’altro e piazza la botta vincente. Terzo gol: vertice sinistro dell’area avversaria, Ibra alza la testa, vede l’angolino lontano, carica il destro e indirizza il pallone proprio là dove il portiere non può arrivare. Tre gesti diversi, tre modi di creare calcio (e divertimento).
Anche in difesa — Per capire quanto la squadra si appoggi sulle spalle del suo gigante basta ricordare il numero di palloni toccati da Ibra: 88. Soltanto Thiago Silva e Ambrosini gli sono superiori (91 tocchi), ma occupano ruoli piuttosto diversi. La verità è che Ibra è il vero regista del Milan, nel senso che il gioco lo decide lui, con i suoi movimenti e con i suoi passaggi: una volta allarga sulla destra, una volta sulla sinistra, oppure c’è sempre la soluzione centrale, magari con un triangolo stretto. Ogni idea d’attacco è figlia della sua fantasia: fa la punta avanzata quando c’è bisogno, si posizione da trequartista quando vuole che uno dei compagni s’imbuchi nel corridoio, regala assist e sponde come se fosse Babbo Natale. E, siccome stiamo parlando di un giocatore generoso, ci sono pure da segnalare i recuperi in difesa, i colpi di testa sui calci d’angolo degli avversari, le rincorse a disturbare la manovra nemica.
Fisico bestiale — L’impressione, osservando l’atteggiamento dei difensori del Palermo, è che gli avversari abbiano paura di uno così. Ibra spaventa, questa è la verità. Per le qualità tecniche, ovviamente, e anche per il fisico bestiale. Da solo tiene a bada i due centrali, e se ce ne fossero tre non ci sarebbero problemi... Lui non ha timore di fare a sportellate, sgomita (e a volte esagera...), conquista spazi. Il piede, come si dice in gergo, ce lo mette sempre (6 contrasti effettuati) e la responsabilità del dribbling se la assume: 2 riusciti e 2 sbagliati. E i 15 palloni persi (su 88 toccati)? Se rischi, come capita a Ibra, è logico andare incontro a qualche errore di troppo. Ma i tifosi del Milan, quegli errori, neanche li vedono: e hanno ragione. Le bellezze di Ibra non hanno ombre

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Lucio Faiola - globoesporte.com

C'erano tre giornate e quasi un mese senza andare in campo nel campionato italiano. Zlatan Ibrahimovic si è ripreso tutto ciò che ha dovuto guardare. Con tre gol del centravanti svedese, il Milan ha battuto il Palermo colpito 4-0 lontano da casa e fissato il comando alla fine della 26° giornata.
I Brasiliani Robinho e Thiago Silva sono altri punti forti della partita. L'attaccante fornendo due assist al suo compagno, con una grande prestazione. Il difensore completando il punteggio con un gol di testa, e aiutando la difesa rosso-nera a non subire gol.
Con 54 punti, la squadra di Massimiliano Allegri ha tre punti di vantaggio con la Juve, che ha solo pareggiato con il Chievo da 1-1 in casa, i gol sono stati segnati da De Ceglie e Drame. La Vecchia Signora raggiunge 51 punti, ma hanno giocato una partita in meno.
Il Milan torna in campo Martedì prossimo, in un duello contro l'Arsenal, quarti di finale della Champions League. Dopo aver vinto 4-0 nella gara di andata, gli italiani possono anche perdere con tre gol di scarto allo stadio Emirates potendo ancora avanzare ai quarti di finale. Per il campionato italiano, nel fine settimana, il rivale sarà il Lecce a San Siro

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Alberto Re - Corriere dello Sport

TORINO - Il pareggio che non ti aspetti arriva nella serata meno adatta per la Juventus. L'1-1 contro il Chievo vuole dire Milan che scappa a +3 e un recupero, quello di mercoledì contro il Bologna al Dall'Ara, da non sbagliare. Una Juve meno brillante del solito lascia per strada due punti pesanti nella corsa a due per il tricolore. 'Colpa' di un Chievo bello e organizzato, capace di interpretare al meglio una sfida proibitiva, affrontandola con coraggio e determinazione. La Juventus parte bene, passa in vantaggio con De Ceglie (primo gol in A in maglia bianconero), ma poi cade nel solito difetto, quello di sbagliare troppe occasioni da gol. L'attacco si dimostra ancora una volta sterile e il Chievo ne approfitta portandosi a casa un pari più che meritato.
DEL PIERO IN PANCHINA - Conte lascia in panchina Del Piero e schiera nel tridente Giaccherini accanto a Vucinic e Matri. Borriello si accomoda in tribuna. La novità arriva dalla difesa: Chiellini spostato al centro con De Ceglie esterno e Bonucci fuori dall'undici titolare.
PRIMO TEMPO NEL SEGNO DI DE CEGLIE - I padroni di casa partono a mille e dopo due minuti vanno subito vicina al gol con Matri che, servito in verticale da Giaccherini, scavalca con un tocco sotto Sorrentino ma trova la deviazione decisiva di Acerbi. I bianconeri pressano, il Chievo si copre con ordine e riesce a gestire l'assalto avversario. All'11' Giaccherini rischia il giallo per una simulazione in area clivense dopo un 'contatto' con Luciano. Passano sette minuti e la Juve passa in vantaggio grazie a De Ceglie. Punizione di Pirlo deviata di testa da Chiellini, palla sul palo ma sulla ribattuta di Sorrentino l'esterno è il più reattivo a ribadire in gol in posizione di leggero fuorigioco. Il Chievo prova a reagire con Therau ma Buffon devia di piede. Vucinic ha un paio di buone chance per incrementare il bottino ma le spreca per difetto di mira. Sul finire del primo tempo è un convincente Padoin a cercare la gran botta dai 25 metri che esalta i riflessi di un super Sorrentino. Conte deve rinunciare a Barzagli, uscito dal campo per un violento attacco di crampi, al suo posto in campo Bonucci.
RIPRESA, CAMBIA TUTTO - Nella ripresa la partita cambia volto. La Juventus sembra accontentarsi, appare stanca e sulle gambe e non entra in campo con la cattiveria dimostrata nel primo tempo. Il Chievo, al contrario, è più tonico e spinge con convinzione alla ricerca del pareggio. Al 57' Acerbi scalda i guantoni di Buffon con una punizione forte ma centrale, due minuti dopo la risposta bianconera arriva dai piedi di Padoin che, solo davanti a Sorrentino, gli calcia addosso. Di Carlo prova il tutto per tutto inserendo Hetemaj e Moscardelli, Conte toglie uno stanco Marchisio per Caceres. Ora è il Chievo a fare la partita e Moscardelli al 72' mette i brividi a Buffon con uno stacco di testa in anticipo su De Ceglie che termina a lato di un soffio. Il pari veronese è nell'aria e si materializza al 75' con un preciso tiro dal limite di Dramè che supera Buffon e beffa Bonucci che sulla linea non riesce a salvare la baracca. L'1-1 regala energie supplementari ad una stanca Juventus. Conte concede il quarto d'ora finale a Del Piero che entra per Lichtsteiner. E' proprio il capitano a sfiorare il vantaggio dopo uno scambio con Vucinic ma la sua conclusione viene deviata in angolo da Acerbi. La Juve si riversa nella metà campo avversaria e lascia praterie agli uomini di Di Carlo che però non riescono ad approfittarne. Le speranze bianconere si infrangono al 90' sulle mani di Sorrentino che compie l'ennesima prodezza della serata andando a deviare un tiro dal limite di rara bellezza di Pirlo. Al triplice fischio Conte non può gioire: c'è ancora una gara da recuperare ma il Milan ora è tre punti avanti. Mercoledì a Bologna sarà vietato sbagliare ancora.

Conte: «Juve affaticata». Marotta: Non abbiamo Ibra
ROMA - «Dispiace perchè quella di oggi era una partita che si doveva e poteva vincere, c'è grande rammarico. C'è da dire che questa è una squadra che sta sempre a tavoletta». È deluso e non lo nasconde il tecnico della Juventus, Antonio Conte, per il pari 1-1 subito contro il Chievo. «La sensazione - aggiunge ai microfoni di Sky - che abbiamo dato è che facciamo fatica e che un gol ce lo potevano fare. Nel primo tempo c'è stato un eccesso di generosità e abbiamo rischiato delle ripartenze clamorose. Ci siamo lasciati trasportare dall'entusiasmo che il pubblico ci dà in questo stadio e abbiamo un po' rischiato». «Ci sono squadre più attrezzate di noi - ammette Conte - e dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo facendo. Quello che stanno facendo i ragazzi è un miracolo. Fa parte di un processo di crescita e bisogna avere pazienza. Se questo non basta....».
MAROTTA: «ERRORI ARBITRALI? NE HO PARLATO CON NICCHI» - L'ad della Juventus Marotta ha parlato dopo il pareggio contro il Chievo: «La rincorsa sul Milan non si è interrotta ma è stata sempre difficile. Stiamo assistendo ad un processo di involuzione visto che non abbiamo i solisti del Milan che risolvono le partite da soli ma siamo un gruppo unico che può rallentare. Ricordo che il progetto è appena cominciato, quindi prendiamo con serenità questo pareggio. Il pareggio, ovviamente, non ci ha lasciato felici e ha evidenziato limiti dal punto di vista atletico e la mancanza di solisti. Il gol di De Ceglie in fuorigioco e Dramè prima di segnare il pari doveva essere espulso? Prima ne ho parlato con Nicchi e gli ho detto ciò che pensavo. Secondo me manca un colloquio con la classe arbitrale, senza fare polemiche e senza malafede. Barzagli, Marchisio e Pirlo hanno pagato l'impegno della Nazionale... Queste amichevoli singole sono state oggetto di riflessione da parte degli altri club europei e dal prossimo anno non ci saranno più. Cosa ci manca per raggiungere il Milan? La loro personalità. Noi dobbiamo ancora crescere, abbiamo giocatori che non hanno un palmares importante come i rossoneri e anche questo è sinonimo di crescita».

Allegri: «Milan, che vittoria!». Guasto all'aereo a Palermo

ROMA - È tornato Ibrahimovic e se n'è accorto anche Allegri: "Credo che oggi Ibrahimovic abbia fatto tre gol molto belli - dice il tecnico del Milan a Sky Sport - ha giocato bene, ma ha giocato molto bene tutta la squadra. Nel momento in cui abbiamo allentato un po’ la tensione, siamo andati in vantaggio. All’ultimo ci siamo un po’ rilassati, abbiamo rischiato un po’ in fase difensiva. I ragazzi sono stati molto bravi".
È un messaggio alla Juventus e al campionato?
"La squadra sta bene, dopo un inizio di febbraio non molto felice sta facendo ottime cose. Al momento siamo in testa al campionato e aspettiamo mercoledì per vedere cosa faranno le altre. Il campionato è ancora lungo, però vincere oggi a Palermo è stato molto importante, perché credo che sia una delle partite decisive per il campionato".
Qualche infortunio di troppo in vista dell’appuntamento contro l’Arsenal.
"Antonini ha avuto un risentimento all’adduttore. A Emanuelson si è girata un po’ la caviglia, ma non dovrebbe essere nulla di preoccupante".
Ibra-Batman, Robinho-Robin.
"Robinho sta confermando il buon momento di forma mentale e fisico che sta attraversando".
Siete arrivati in forma nel momento clou. C’è anche un nuovo Allegri?
"Sono sempre lo stesso. Credo di essere stato sempre corretto e sereno, come lo sono ora. Sono diventato un po’ ironico, perché qualcuno non capisce e gliele faccio capire in toscano. Ma mi diverto".
Vuoi lasciare un messaggio a Marotta?
"Diciamo che stasera gli do il permesso io di parlare".
A un certo punto, dopo il terzo gol, Ibra ha chiesto il cambio?
"No, dopo il terzo gol ha detto “ora basta, cambio” (ride, ndr)".
Voleva andare a giocare trequartista?
"L’ha fatto. Ibra ci serve molto anche sugli angoli e sulle punizioni".
Adesso un po’ di “gufeggio” per stasera?
"No, abbiamo l’Arsenal martedì, non posso pensare ad altro".
GUASTO ALL'AEREO - La trasferta di Palermo non si è conclusa nel migliore dei modi per la comitiva rossonera, che doveva ripartire alle 21.45 dalla Sicilia. Dopo l'imbarco e poco prima del decollo, si è accesa una spia sull'aereo ed è stata bloccata la partenza. Allegri e la squadra hanno così ascoltato collegati via telefono le ultime battute della sfida di Torino fra Juve e Chievo. Per lasciare Palermo hanno cambiato aereo e dovuto aspettare, intorno alla mezzanotte, l'arrivo di un nuovo equipaggio

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