12.03.2012

Manuel Vanacore - sportmediaset

Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, nel corso di Speciale Serie B, in onda ieri su Sportitalia, il Milan avrebbe messo gli occhi su Khalid Boulahrouz, trentenne difensore dello Stoccarda. Il giocatore - di origini marocchine ma con passaporto olandese - è in scadenza di contratto e i rossoneri, sempre attenti al mercato dei parametro zero, potrebbero proprio puntare proprio su di lui per puntellare il reparto arretrato

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Nicola d'Altilia - sportmediaset

Chi lo ha detto che lo scudetto si vince negli scontri diretti? Il duello a distanza tra Milan e Juventus sta raccontando una storia tutta nuova in cui, conti alla mano, la differenza viene fuori proprio da quelle partite che "contano meno". Da una parte, con 15 vittorie su 17 gare, i rossoneri sono praticamente infallibili con le squadre di medio-bassa classifica. Dall'altra sulla corsa della Juve pesano i punti persi con le piccole.
Il divario tra le due contendenti allo scudetto, oggi, è tutto qui, nelle partite dove - dicono - uno come Ibrahimovic fa realmente la differenza. A parlare sono i numeri e sono numeri impietosi. Se infatti il Milan è stato criticato per i risultati non esattamente esaltanti ottenuti negli sconti diretti (2 sole vittorie con le prime sei della classifica), con il resto della banda la formazione di Allegri non ha praticamente sbagliato un colpo. Diciassette partite, quindici vittorie. Non il 100%, ma quasi. Le uniche due "outsider" che hanno fin qui tolto punti al Milan sono state Fiorentina e Bologna (doppio pareggio esterno). Per il resto percorso netto e la bellezza di 45 punti dei 57 totali conquistati.
Opposto, come noto, il cammino della Juventus. Risultati da leccarsi i baffi con le migliori, pareggi in serie contro le altre. I bianconeri hanno perso terreno nei confronti del Milan a furia di pareggi: 14, in totale, su 27 partite. Di questi mezzi passi falsi, due per ciascuno sono arrivati contro Genoa, Bologna e Chievo (12 i punti lasciati per strada...) e uno a testa contro Catania, Parma e Siena (altri sei punti persi). Delle piccole, in buona sostanza, la Juve ha portato via il piatto solo contro Lecce, Novara e Cesena, le ultime tre della classe. Dopo di che, scalando la classifica dal basso verso l'alto, ha preso tutto solo contro Fiorentina, Atalanta e Palermo. Per il resto, qualche vittoria e qualche frenata per un totale di 20 punti persi contro le squadre dalla settima posizione in giù. Un "piccolo" vantaggio, insomma, che ha permesso al Milan di mettere la freccia nella corsa scudetto

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Manuel Vanacore - calciomercato.it

"Lo sogno tutte le notti...". Ha risposto così, con tono scherzoso, il patron del Milan, Silvio Berlusconi, a chi gli domandava se nei suoi sogni ci fosse sempre la stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo. Arrivando al Meazza per assistere a Milan-Lecce, Berlusconi ha assicurato di non essersi preoccupato martedì sera quando i rossoneri alla fine del primo tempo perdevano 3-0 contro l'Arsenal, e di non essere rimasto infastidito dallo sfogo di Zlatan Ibrahimovic: "No, non sono stato nemmeno messo al corrente direttamente", ha spiegato l'ex presidente del Consiglio, che teneva per mano un nipote, figlio di Barbara Berlusconi

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Michele Dattoli - acmilan.com

Il presidente Platini ha consegnato a S.Siro l'award del Presidente Uefa a Gianni Rivera. Presente il Milan di oggi con Adriano Galliani, insieme a tanti compagni del Golden Boy.
MILANO -  Gianni Rivera ha ricevuto oggi alle 12.00 il Premio del Presidente UEFA per il 2011 con una cerimonia speciale nella Sala Executive di San Siro, seguita da una conferenza stampa cui hanno partecipato lo stesso premiato, Michel Platini e Adriano Galliani, Vice-Presidente vicario e Amministratore delegato del Milan.
Queste le dichiarazioni dei protagonisti:
ADRIANO GALLIANI:
"Rivera è il quinto premiato ed è stato preceduto da giocatori che hanno fatto la storia del calcio mondiale. Questo è il club che ha vinto più trofei al mondo, 18 trofei internazionali, dobbiamo esserne orgogliosi"
MICHEL PLATINI:
"Grazie per essere tutti qui. Nel 2007 ho pensato che il premio del Presidente dovesse essere consegnato ai grandi campioni del calcio europeo. Gianni Rivera ha collezionato tanti soprannomi in un'epoca nella quale non si parlava tanto di calcio come oggi. Tutto il mondo ricorda gli incredibili tempi supplementari all'Azteca nel 1970, forse lui fu il primo giocatore moderno nell'era mediatica. Gianni era uno che ragionava e capiva di strategia, un giocatore cerebrale che sapeva che la palla viaggiava più veloce dell'uomo. Diceva ai suoi compagni: anche se non ti guardo, farò arrivare la palla dove serve a te. Quando vinse il Pallone d'Oro nel 1969, il titolo di France Football fu: La classe allo stato puro. Ma era anche risultati: ha ottenuto tanti successi internazionali con il club e con la nazionale, disputando quattro Mondiali e le Olimpiadi a Roma nel 1960. Tutti ricordano la sua leggerezza nella corsa e nel tocco, Gianni Brera nel 92 scrisse: Ridateci l'abatino. Io gli rispondo: Rivera è come il calcio, una storia infinita. Con questo premio entra formalmente nell'esclusivo gruppo di quelli che hanno onorato il calcio con la loro immensa classe e quelli che hanno dato più di quanto hanno ricevuto. Grazie per quanto sei stato e per rimanere sempre quello che sei"
GIANNI RIVERA:
"Non ho parole. La spiegazione del premio data da Michel dovrebbe farmi stare zitto per non rovinare quanto ho sentito. Ma lo ringrazio sentitamente, così come tutti i presidenti del Milan con cui ho lavorato. Avrei voluto che qua fossero presenti tutti i miei compagni di viaggio, purtroppo non è stato possibile raggiungerli tutti, ma una parte molto rappresentativa delle epoche in cui ho giocato è qui con me oggi. Senza di loro non sarei mai arrivato dove sono ora. Quando avevo 17 anni, i più anziani mi hanno aiutato e accettato. C'era un certo clima quando sono arrivato al Milan e siamo stati capaci di mantenerlo negli anni. Il simbolo del Milan è importante, lo stile del club è rimasto anche oggi perchè la società ha sempre lasciato un messaggio di signorilità. Non posso spezzare questo premio per dividerlo con i miei compagni, anche in Nazionale, ma idealmente lo faccio. Nella mia epoca è diventata l'Associazione dei calciatori in un'epoca difficile, anche quello fu un gesto significativo di cui sono orgoglioso. Ringrazio Platini, meriterebbe anche lui un premio analogo. Grazie a tutti per la presenza e per quanto hanno fatto per me nel corso della mia vita".
GIANNI RIVERA. LA CARRIERA.
Rivera arriva al Milan dall'U.S. Alessandria Calcio 1912 nel 1960, incontrando un successo immediato. Ha vinto il Campionato italiano nel 1962 ed ha continuato sollevando la Coppa dei Campioni d'Europa nel 1963. Ha poi ripetuto questa striscia vincente  con un altro scudetto nel 1968 il preludio all'alzata della seconda Coppa dei Campioni rossonera nel 1969 come Capitano. Questo trionfo gli è valso importanti riconoscimenti individuali e per questo gli viene assegnato il Pallone d'Oro-France Football nel 1969.
Rivera ha giocato un totale di 501 partite di Serie A per il Milan, segnando 160 gol. A livello internazionale, ha rappresentato l'Italia 60 volte, segnando 14 gol. Ha partecipato a quattro Coppe del Mondo FIFA - 1962, 1966, 1970 e 1974 - e ha fatto parte della Squadra Azzurra che ha vinto il Campionato europeo di calcio nel 1968.
Gianni Rivera, ora ha 68 anni, è l'ultimo di un gruppo distinto di grandi del calcio che raccoglie il Premio del Presidente UEFA, un omaggio a risultati eccezionali, eccellenza professionale e qualità personali esemplari. Ultimamente l'hanno ricevuto Raymond Kopa (2010), Eusébio (2009), Sir Bobby Charlton (2008) e Alfredo di Stéfano (2007)

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Alberto Re - Repubblica

Stavolta Allegri, nell'intervallo, si è arrabbiato parecchio, anche se il primo tempo della sua squadra non era stato così tragico come quello di Londra con l'Arsenal. L'allenatore temeva che l'occasione di staccare la Juventus, battendo il Lecce a San Siro, sfumasse per un eccessivo senso di superiorità, indotto dal rapido 1-0 costruito sul solito asse Ibra-Nocerino. Per questo ha sgridato i giocatori come in questa stagione non aveva ancora fatto. Gli effetti sono stati parziali, perché non è che fino al raddoppio di Ibrahimovic il rendimento in campo fosse improvvisamente cambiato. Una maggiore concentrazione ha comunque fruttato la vittoria e il pensiero è subito andato all'anno scorso, quando un altro successo a marzo, l'1-0 a Torino sulla Juve con gol di Gattuso, fu la svolta del campionato: quella trasferta era molto temuta. Nel paragone, questa partita  col Lecce faceva assai meno paura, però gli effetti sono stati simili. A dispetto di un gioco tutt'altro che sensazionale, i campioni d'Italia sono più che mai primi e i continui rallentamenti degli avversari li spingono verso lo scudetto. E' troppo presto per esultare, ma il vantaggio in classifica ammortizza per ora sia la perenne emergenza per gli infortuni sia l'effetto dell'assenza di impegni di coppe europee della Juventus. Il Milan può pensare con più tranquillità anche alla Champions, aspettando il sorteggio di venerdì a Nyon per i quarti di finale. "Alla fine sono soddisfatto del risultato e
del secondo tempo, però voglio più cattiveria in attacco e in difesa", ha chiosato Allegri, che ha attribuito a Berlusconi, dopo la visita negli spogliatoi a fine partita, lo stesso tipo di giudizio. "Era contento perché abbiamo quattro punti di vantaggio sulla Juve: dobbiamo avere la forza di mantenerli fino alla fine". Il proprietario-esteta stavolta se n'è andato in silenzio, evitando giudizi pubblici sullo spettacolo offerto dagli stipendiati.
IL PUGNO DI NOCERIBRA - Ormai Nocerino e Ibrahimovic sembrano formare un tutt'uno: l'azione del gol iniziale, con l'assist volante dello svedese per il destro dell'azzurro, è diventata un classico di quest'annata, in cui la strana coppia ha già segnato per 28 volte in campionato (19 l'attaccante, 9 il centrocampista). Non era certo prevedibile che il migliore partner di Ibra, in una rosa piena di punte celebratissime, fosse un incursore, per nulla abituato a fare gol con tanta frequenza. In Italia il tandem funziona benissimo proprio perché le difese, preoccupatissime da Ibrahimovic sul quale raddoppiano o addirittura triplicano la marcatura, finiscono per lasciare spazio a Nocerino, che ormai si catapulta a occhi chiusi sulle aperture di prima del compagno. Finora il suo rendimento era stato sensibilmente diverso, a seconda della posizione occupata in campo: molto migliore da interno sinistro che da interno destro. Ma Nocerino si sta abituando al trasloco, senza perdere efficacia sotto porta. "Con passaggi perfetti come quelli di Ibra stare a sinistra o a destra è indifferente. Lasciatemi godere il primo posto, non mi era mai capitato nella mia carriera prima del Milan. Perché diventi una vera fuga dobbiamo restare concentratissimi. E magari fare tesoro dell'esperienza di Londra, che ci ha insegnato come in Champions non ci si possa distrarre nemmeno per un secondo". E' l'Europa l'unico interrogativo del Milan di quest'anno. Gli altri, accessori, riguardano il vistoso calo di rendimento di Muntari, dopo il folgorante avvio dell'ex interista, e il recupero degli infortunati. Il Milan è capolista solitaria nonostante una media di dieci assenti a partita. Il prossimo a rientrare, sabato prossimo, potrebbe essere Gattuso, che è atteso dalla visita di controllo a Bologna: se otterrà il via libera per la riduzione del dosaggio di cortisone nella terapia contro la miastenia oculare, a Parma sarà a disposizione di Allegri. La data limite del ritorno di Boateng e Pato, invece, dovrebbe essere l'andata dei quarti di finale di Champions, il 27 o il 28 marzo. Quella sera, vista la disavventura di Londra, ci sarà bisogno di tutti, incluso il veterano Seedorf.
MERCATO, RISPUNTA BOULAHROUZ - Nel frattempo, come è consuetudine in questo periodo, si pensa già alla costruzione della squadra per la prossima stagione, quando scatterà il rinnovamento, per il taglio di alcuni tra i molti campioni del ciclo ancelottiano in scadenza di contratto: l'addio dello stesso Seedorf e di Zambrotta sembra al momento già deciso. I nomi più in voga sono notissimi  -  Montolivo, Tevez, Keita, Mascherano  -  ma la politica del risparmio sui cartellini e sugli ingaggi sta suggerendo a Galliani di allargare l'orizzonte a giocatori meno in vista, la cui esperienza internazionale sia altrettanto provata. Il settore da puntellare, secondo le indicazioni di Allegri, è quello dei terzini: la bocciatura di Taiwo e il tiepidissimo entusiasmo per Mesbah, che dopo il tracollo di Londra è andato in tribuna contro il "suo" Lecce, spingono a cercare ulteriori alternative a basso costo. Visionato dal dg Braida, sembra avere superato l'esame l'eclettico nazionale olandese Boulahrouz, terzino destro o sinistro dello Stoccarda. Ha trent'anni, è in scadenza di contratto e ha giocato due Mondiali, l'ultimo in Sudafrica da affidabile rincalzo.
ELOGIO DELLA DOMENICA - Dopo tante, gelide partite in notturna, disertate perfino da parecchi abbonati, il Milan ha riscoperto il caldo - e il calore della folla  -  della domenica pomeriggio. Dato anche il livello dell'avversario non di prima fascia, i ventitremila paganti contro il Lecce e il colpo d'occhio dello stadio Meazza  -  con la breve e bella cerimonia in ricordo il motociclista Marco Simoncelli - sono un dato sul quale riflettere. Lo ha fatto Galliani: "Era domenica pomeriggio, era bel tempo e l'orario era propizio alle famiglie. Noi dobbiamo giocare quasi sempre di sera, per via delle televisioni. Ci sacrifichiamo e rinunciamo agli incassi da botteghino, anche se poi i soldi dei diritti televisivi se li prendono le squadre piccole". Il punto di vista dell'ad milanista è molto opinabile e non è ovviamente disinteressato. Resta il fatto che anche statisticamente, risultati alla mano, il Milan si giova in genere degli impegni pomeridiani. Non sembra questo, in ogni caso, il tema politico all'ordine del giorno. E' prevedibile che resterà, piuttosto, quello delle scaramucce arbitrali con la Juve. Il gol-non gol di Muntari continua a schiacciare ogni altro argomento

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Nicola d'Altilia - eurosport

Tra Milan e Juventus c'è "una rivalità normalissima, il calcio vive di rivalità. Le tre grandi, le due milanesi e la Juve, hanno sempre lottato per i massimi traguardi, non è un caso che sono le uniche squadre italiane ad aver vinto la Coppa dei Campioni, e tra di noi c'e' una sanissima rivalità".
Adriano Galliani, ad dei rossoneri, stempera le polemiche sull'asse Milano-Torino. "Tutti i tifosi devono accettare la ciclicità, non può vincere sempre uno e per ora la lotta scudetto sembrerebbe tra Milan e Juventus - continua ai microfoni di Sky - Abbiamo 4 punti di vantaggio, non sono una barriera invalicabile perché mancano ancora 11 giornate, ma abbiamo un bonus da spendere nel senso che se perdiamo una partita siamo ancora primi. Ma manca ancora tanto".
Galliani, però, crede fortemente nel suo Milan. "Noi pensiamo di avere la rosa più forte d'Italia - assicura - Da qui a dire che vinceremo ne passa ma la ricchezza della nostra rosa, grazie agli investimenti che Berlusconi continua a fare, e' sotto gli occhi di tutti. Sono due anni che dobbiamo intervenire sempre, abbiamo tanti infortunati che pur avendo 31 giocatori facciamo fatica ad arrivare a 18 per le partite. Quella dei giocatori fuori è ormai una costante ma siamo convinti di avere l'organico più ricco d'Italia".
E il colpo Nocerino, ieri al nono gol stagionale, ne è quasi la prova. "Faccio mercato da 26 anni e ci sono anni in cui non azzecchi niente e altri in cui tutti quelli che arrivano fanno benissimo - osserva Galliani - Qualcuno dice che quest'anno mancano i gol delle seconde punte ma non è vero, la nostra seconda punta è Nocerino".
Galliani ha parlato anche delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Cristiano Ronaldo: “Il tono era chiaramente ironico, è stata una battuta. Io comunque non sogno Ronaldo tutte le notti”.
Non poteva mancare un riferimento alle polemiche tra Zlatan Ibrahimovic e la giornalista di Sky: “Sono entrambi degli amici, so che si sono chiariti e non sta a me parlare. Ibra mi ha chiamato stamattina alle 9.15, cosa che mi ha fatto piacere perché vuol dire che già a quell'ora era sveglio. Mi ha detto che era felice per la vittoria e che quella domanda (sul rapporto con Allegri, ndr) lo ha infastidito. Va preso così, se non fosse così non avrebbe fatto il gol di ieri, le persone vanno accettare per quello che sono. Berlusconi, che è il mio maestro di vita, mi ha detto che quando incontri una persona concava bisogna diventare convessi e viceversa".
Le qualità sul campo dello svedese, comunque, restano indiscutibili e i paragoni con Van Basten tornano d'attualità. "Per me Van Basten è il massimo dei massimi, ha vinto tanti trofei internazionali - commenta Galliani - I Palloni d'Oro non premiano pero' il miglior giocatore ma il miglior giocatore che fa parte di una squadra che vince. Con tutto il rispetto per Cannavaro, se l'Italia non avesse vinto i Mondiali non avrebbe vinto il Pallone d'Oro".
Messaggio non poi così tanto velato per Ibra. "Deve vincere qualcosa d'importante col Milan, solo così può essere candidato al Pallone d'Oro", aggiunge

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Lucio Faiola - marca.com

Andres Iniesta è stato premiato questo lunedì come il giocatore più corretto della stagione per il gruppo Barcellona. Durante la cerimonia, il centrocampista del Barcellona ha riconosciuto in relazione alla recente polemica sugli arbitri, che "se fossimo tutti più rilassati ci piacerebbe di più il calcio".
"Gli arbitri sono coloro che devono amministrare la giustizia, devono vedere le cose per alcuni è in un modo e per altri è un'altra cosa, noi tutti dobbiamo avere fiducia nel loro lavoro e giudizio. Le discussioni sugli arbitri non servono per cambiare il risultato. Se fossimo tutti più rilassati ci piacerebbe di più calcio ", ha detto il centrocampista geniale di Fuentealbilla.
A proposito di Mourinho e le loro somiglianze o differenze con Guardiola, il giocatore ha detto di non conoscere "Mourinho per giudicare o dire come è." "Sì, conosco Guardiola da molto tempo ed è un sentimento generale quello di stare al suo fianco è un privilegio", ha detto

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Alberto Re - Il Giornale

Il Milan tira dritto per la sua strada. E invece di fermarsi ai giardinetti per qualche pic-nic, eccolo sgabbiare dalla comoda sfida domestica col Lecce e salire in classifica a più 4 rispetto alla Juve.
Non è un Milan dagli effetti speciali, è bene segnalarlo subito. Anzi per lunghi tratti del pomeriggio, sembra accontentarsi del minimo vantaggio lasciando il governo del gioco al Lecce che può apparecchiare un solo tiro dal limite su cui Abbiati timbra il cartellino. È un difetto antico, una specie di tic che emerge di tanto in tanto, appena il gruppo ritira i remi in barca e smette di sudare. Il Milan tira dritto grazie alla strana coppia del gol.
Uno è Ibrahimovic, comanda con Di Natale la particolare classifica, e non c'è alcuna meraviglia per i suoi 19 sigilli distribuiti lungo il torneo. La notizia inedita è costituita dall'identità del secondo esponente, Antonio Nocerino, acquistato l'ultimo giorno di mercato a 500 mila euro, giunto al nono squillo di tromba della sua sorprendente stagione. Insieme, Ibra e Nocerino, hanno raggiunto un bel tot, 28 gol in coppia, poco più del 50% della valanga rossonera (55 reti) a dimostrazione che nel calcio i matrimoni possono avvenire anche tra un attaccante classico e un centrocampista.
«Io sfrutto la scia di Ibra, quando lui ha la palla e si allarga, mi infilo alle spalle perché può sempre inventare qualcosa» è la confessione del napoletano devoto di padre Pio. Fu lui, Nocerino appunto, ad aprire la scatola di Milan-Juve, è sempre lui a mettere sotto dopo 7 minuti il Lecce e a minacciare una goleada sulla schiena dei pugliesi che invece resistono, con dignità, fino a metà della seconda frazione, prima di arrendersi.
Se Nocerino è la talpa che scava la buca e salta fuori all'improvviso, Ibrahimovic è colui il quale tutto muove, nel calcio milanista. Fa gol e li ispira, quando c'è bisogno di lui in area di rigore è pronto a mettersi al servizio di Abbiati: contro il Lecce si contano almeno 5 suoi ritorni per svettare nei duelli aerei. Il Gulliver furioso è capace con un tacco volante di aprire la strada al vantaggio rossonero, poi è sempre e ancora lo svedesone a tenere svegli i sodali che rischiano anche di addormentarsi e tocca a lui mettere la parola fine sulla sfida col Lecce con un petardo sotto la traversa a conclusione di una bella trama, tutta al volo, promossa da Robinho e rifinita da Emanuelson.
È questo l'Ibrahimovic migliore che piace tanto ai milanisti e anche ad Allegri, quello che però si ribella alla prova deludente del primo tempo di Londra e poi ha la forza di discutere con il tecnico le scelte. Discutibile solo l'Ibrahimovic pubblico, nel siparietto con una collega, e di cui riferiamo a parte. Se il Milan, anche nei giorni in cui non sembra sospinto da una feroce determinazione, vince e vince facile, certo al cospetto del Lecce, senza tradire difficoltà alcuna nel procurarsi il gol, vuol dire che a questo punto il suo primato non promette scricchiolii.
È la prima volta che conta un vantaggio del genere sulla Juventus. L'anno scorso, prima di rischiare grosso col Bari, mancò l'allungo. Oggi sembra avere un altro passo ma soprattutto una facilità disarmante nel trovare il gol, anche in assenza di Cassano e Pato e del resto della compagnia di infortunati di cui avrà bisogno nelle prossime scadenze. Tra ritorno della semifinale di coppa Italia a Torino e quarti di finale di Champions league, il duello con la Juve e la nobiltà europea è solo alle prime battute

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Manuel Vanacore - calciomercato.it

Sbagliando si impara, un proverbio che non vale per il Milan che non ha ancora trovato la soluzione giusta sulla corsia di sinistra. Negli ultimi cinque anni Galliani ha portato a Milanello Grimi, Didac Vilà, Taiwo, Zambrotta, Antonini, Emanuelson e per ultimo Mesbah senza trovare la giusta continuità nel ruolo di terzino. L'algerino, prelevato dal Lecce a gennaio in sostituzione di Taye Taiwo, non ha ancora convinto, alternando buone prestazioni (contro l'Udinese) ad altre disastrose (leggi al capitolo Arsenal). Con Zambrotta che non dà più garanzie, Allegri in questo finale di stagione sarà costretto a puntare ancora su Antonini, come successo nelle sfide di cartello contro Juventus e Arsenal. Il 29enne prodotto del vivaio rossonero garantisce tanta quantità ma poca qualità, motivo per cui con ogni probabilità il Milan tornerà sul mercato a giugno.
Trovare un terzino di valore sul mercato non è semplice, soprattutto se si cerca una soluzione low cost. Persi Abidal, che ha rinnovato con il Barcellona, e Maxwell, passato nell'ultima finestra di mercato al Paris Saint-Germain, restano valide le piste Balzaretti, Armero e Antonelli. All'estero piacciono Monzon del Nizza e Schmelzer del Borussia Dortmund, ma non è da escludere un arrivo dal Brasile. Raiola in questa settimana è partito per il Sud America per sondare il terreno e tornerà con un'idea. Che sia Carlinhos del Fluminense?

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Alberto Re - Gazzetta dello sport

"Che c.... guardi?" Con una roboante calata milanese. Protagonista Zlatan Ibrahimovic. Scenografia stadio San Siro, pochi attimi dopo Milan-Lecce. Frase rivolta in diretta tv su Mediaset Premium alla giornalista di Sky, Vera Spadini, con la quale aveva battibeccato appena un attimo prima. Alla domanda sulla sua uscita dopo la gara con l'Arsenal in cui se la prendeva con Allegri, Ibra ha risposto senza nascondere un certo fastidio. Poi, mentre rilasciava l'altra intervista, voltandosi verso la Spadini rimasta lì accanto, è partito il "Che c... guardi?" che ha fatto imediatamente il giro del web.
Episodio spiacevole che il Milan si è subito prodigato per far archiviare in fretta. Una nota della società ha infatti spiegato che "c'è stata una telefonata tra Zlatan Ibrahimovic e la giornalista di Sky, Vera Spadini, con la quale i due hanno chiarito l'incomprensione avuta al termine dell'intervista a bordocampo dopo Milan-Lecce 2-0". Questo è stato pubblicato sul sito ufficiale del Milan. La domanda che ha scatenato il tutto? "Oggi non ti arrabbierai con Allegri?". La risposta di Ibra era stata: "Con chi? Perché? Hai visto che ero arrabbiato? Tanti parlano senza sapere, dovrebbero stare zitti: quando si perde nessuno è contento, io per primo"

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Lucio Faiola - globoesporte.com

Zlatan Ibrahimovic questa Domenica ha messo da parte ogni problema di rapporto con l'allenatore Massimiliano Allegri e ha portato il Milano alla vittoria per 2-0 sul Lecce in casa, nel 27 ° turno del Campionato Italiano: lo svedese ha segnato un gol e ha fatto un assist per Nocerino, aiutando la squadra ad ampliare il vantaggio contro la Juventus a quattro punti (57-53). Ibra ha giocato una buona partita domenica a San Siro. A sette minuti di gioco, lo svedese in area ha passato una bella palla a Nocerino, la maglia 22 ha calciato, il pallone è stato deviato da Miglionico ed è entrato. Nel secondo tempo, lo svedese ha calciato con forza da fuori area al 20' ed segnato un gol bellissimo. Allegri ha schierato i brasiliani Thiago Silva e Robinho come titolari. Il difensore è stato uno dei migliori del Milan. L'attaccante non ha scosso la rete, ma ha giocato una buona gara e al 33' del secondo tempo è stato sostituito da El Shaarawy. Prima della partita, il Milan ha reso omaggio al pilota Marco Simoncelli, che era un sostenitore del club e morì nell'ottobre dello scorso anno. Tifosi e giocatori hanno esibito magliette con il numero 58, mentre andavano sullo schermo video con immagini di Marco

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