13.03.2012

Manuel Vanacore - tuttomercatoweb

In occasione di Palermo-Milan il noto comico Stefano Piazza, in arte Steven Place, ha intervistato l´ad rossonero Adriano Galliani che ha commentato la stagione di Miccoli e compagni. "Fabrizio in nazionale? E´ molto bravo, è stato per due anni nel settore giovanile del Milan, ma era troppo piccolo e non se l´è sentita di rimanere, ma dai 12 ai 14 anni è stato nel nostro collegio. Direi peccato che non è rimasto lì per quello che poi ha fatto vedere nella sua lunga carriera. Che giocatore ruberei al Palermo? In questo momento - ha raccontato Galliani dalle parole riportate da Mediagol.it - se devo fare un nome direi Silvestre, è un buon giocatore che in rosanero si sta confermando ad ottimi livelli"

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Michele Dattoli - acmilan.com

L'Ibra del Marzo 2012 vince quattro (gol) a zero sull'Ibra del Marzo di un anno fa. Zlatan ha segnato ad oggi, dal gol di Pechino per la Supercoppa nel mese di Agosto alla rete contro il Lecce, 26 gol. Mese per mese, il miglioramento è costante.
Le Idi di Marzo segnalavano sul calendario romano una data di buon auspicio. sul calendario rossonero del 2012 i 4 gol di Ibra nel mese di Marzo (3 a Palermo e 1 con il Lecce) scandiscono una netta differenza con il Marzo del 2011 quando i gol di Zlatan in tutto il mese erano stati zero.
La tabella di marcia appare, anche se bisogna essere sempre cauti quando le stagioni sono in corso, inarrestabile. Zlatan Ibrahimovic è in costante vantaggio sulla sua prima stagione rossonera.
I suoi gol, presi mese per mese, segnalano da Ottobre 2011 ad oggi un miglioramento sensibile, in tutti i periodi della nuova stagione, da parte del fuoriclasse svedese.
Dallo scorso Ottobre ad oggi non c'è un solo mese in cui Ibra abbia segnato meno della scorsa stagione.
Ecco il dettaglio:
OTTOBRE: 2010 2 GOL - 2011 4 GOL
NOVEMBRE: 2010 4 GOL - 2011 5 GOL
DICEMBRE: 2010 2 GOL - 2011 4 GOL
GENNAIO: 2011 5 GOL - 2012 5 GOL
FEBBRAIO: 2011 1 GOL - 2012 1 GOL
MARZO: 2011 0 GOL - 2012 4 GOL

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Lucio Faiola - mundodeportivo

Florentino Perez da per scontato per scontato la partenza di José Mourinho al termine della stagione, qualunque sia il risultato, come afferma Mundo Deportivo. Il presidente vuole essere preparato e ha già lanciato la sua offensiva per trovare un sostituto al più presto. Joachim Löw e Rafa Benitez sono entrambi i candidati e il Real Madrid allenatore li ha già contattati.
Florentino Perez ha solo bisogno di scegliere tra i due candidati e attualmente ha contattato sia: Joachim Löw che Rafa Benitez e ci hanno assicurato che per entrambi sono ci sono state buone negoziazioni. Due settimane fa un uomo di fiducia di Florentino Perez si è incontrato con Joachim Löw ed hanno stabilito un contatto iniziale in cui ha partecipato personalmente lo stesso presidente blanco, che ha voluto toccare con mano il progetto che avrà in mente l'attuale allenatore tedesco.
Il club ha anche parlato con Rafa Benitez, madrileño ed ex tecnico del club. L'ex allenatore del Liverpool ha parlato di diversi lungimiranti progetti del Real Madrid, anche se finora senza successo.
Florentino Perez ha il dubbio tra il carisma e l'appeal mediatico del tecnico tedesco e l'esperienza e la conoscenza della casa dell'allenatore madrileño

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Manuel Vanacore - tuttomercatoweb

Nella conferenza stampa di presentazione della sfida tra Real Madrid e CSKA Mosca, in sala stampa a Valdebebas si è presentato Cristiano Ronaldo che ha risposto così alla domanda inerente le battute (ironiche) di Silvio Berlusconi prima di Milan-Lecce dove il patron rossonero diceva di sognare CR7 tutte le notti: "Io ho tanti sogni, ma non per il calcio. Rispetto Berlusconi e i suoi sogni, ma io sono al Real e voglio continuare qui. Nel futuro non si sa mai, ma qua sto bene e l'Italia non mi attira tantissimo, anche se lì ci sono campioni e squadre di valore"

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Alberto Re - TuttoSport

Per sollevare il più importante riconoscimento personale Zlatan Ibrahimovic(che in Svezia ha già ricevuto sei premi come sportivo dell'anno) dovrà colmare due lacune della sua carriera, secondo quanto scrive Tuttosport. Nel pezzo dedicato all'asso svedese, il quotidiano torinese punta l'attenzione sulla Champions League - "per arrivare al Pallone d'oro neppure un piazzamento d'onore potrebbe risultare utile" - e il fair play - "se Ibra è diventato Ibra lo deve anche a quel suo carattere rude e i recenti episodi hanno avuto cassa di risonanza europea, ed il Pallone d'oro tiene conto anche del fair play"

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Lucio Faiola - globoesporte

Adriano non è più un giocatore del Corinthians. In una nota sul sito ufficiale, il club di Parque São Jorge ha annunciato nella serata di Lunedi che il contratto dell'Imperatore è stata rescisso. In un'intervista a Radio Globo, il direttore sportivo Roberto de Andrade ha confermato che la decisione è stata presa in accordo con l'atleta - contratto l'attaccante con il Timão era valido fino a giugno di quest'anno.
Venerdì scorso, il giocatore è entrato in attrito con lo staff tecnico, rifiutando pesarsi dopo l'allenamento con il preparatore fisico Records Joaquim. Tale comportamento ha disturbato l'allenatore Tite, che escluso l'imperatore della partita contro il Guarani e il viaggio in Messico, dove il Timão affronterà il Cruz Azul Mercoledì per la Copa Libertadores.
In una recente intervista con Globo Esporte, il giocatore ha rivelato che pesava 100 chili e aveva bisogno di perdere altri due per essere in perfetta forma fisica. Adriano ha inoltre chiesto un altro mese di pazienza per i tifosi per tornare al lavoro in grande forma

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Manuel Vanacore - Calciomercatonews

Aly Cissokho, attuale terzino del Lione, è stato molto vicino al Milan qualche anno fa quando militava nel Porto. Il terzino francese non è approdato a Milanello a causa di presunti problemi dentali non meglio definiti dalla società rossonera. Cissokho è rimasto sempre in orbita Milan, nonostante sia stata la Juventus ad avvicinarsi molto al giocatore transalpino. Ora però dalla Francia rivelano che il Milan avrebbe intenzione di ritornare a parlare di Cissokho in vista della prossima stagione. Il giocatore transalpino potrebbe rinforzare la difesa rossonera

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Michele Dattoli - acmilan.com

A Montecatini, il premio Maestrelli per Massimiliano Allegri. Da quando Allegri guida il Milan, non è il primo e c'è da augurarsi che non sia l'ultimo.
Secondo premio del 2012 per Massimiliano Allegri. L'allenatore del Milan era già stato premiato lo scorso 6 Febbraio, al Circolo della Stampa di Milano, per lo Scudetto 2010-2011.
Ieri, invece, al Lido Le Panteraie di Montecatini Terme (Pistoia), l'allenatore del Milan è stato insignito della 31' edizione del Premio Maestrelli. La motivazione: Miglior Allenatore Italiano di Serie A 2010-11.
Nei mesi scorsi, Massimiliano Allegri era stato inserito nelle nomination di France Football per il Pallone d'oro degli allenatori, aveva ricevuto nel Marzo 2011 il Premio Scopigno riservato agli allenatori e nel Novembre 2010 la 26' edizione del Premio Viareggio Sport

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Alberto Re - Gazzetta dello Sport

La consegna del Premio del Presidente Uefa a Gianni Rivera da parte di Michel Platini è diventato anche un pretesto per parlare della sfida al vertice fra Milan e Juve. Adriano Galliani, presente in veste di presidente vicario della squadra che ha fatto la leggenda di Rivera, ha esordito con una dichiarazione diplomatica: "Le tre grandi, le due milanesi e la Juve, hanno sempre lottato per i massimi traguardi, non è un caso che sono le uniche squadre italiane ad aver vinto la Coppa dei Campioni, e tra di noi c'è una sanissima rivalità". Poi la chiara analisi sulla sfida con i bianconeri: "Mancano ancora 11 giornate alla fine del campionato e 4 punti di vantaggio non sono una barriera invalicabile; diciamo che abbiamo un bonus da spendere, perché oggi come oggi con una sconfitta manterremmo la lunghezza che ci farebbe vincere lo scudetto, perché a pari punti spetterebbe a loro in virtù degli scontri diretti".
Galliani è poi tornato a parlare dell'incidente nel dopo gara contro il Lecce, che ha avuto come protagonisti Zlatan Ibrahimovic e la giornalista di Sky Vera Spadini contro la quale lo svedese non si è certo espresso in maniera civile. "Si sono chiariti e Ibra le ha chiesto scusa. Tra l'altro Zlatan mi ha chiamato questa mattina alle 9 e mi ha spiegato tutto". Per poi replicare un concetto sul carattere del fuoriclasse: "Ibra va preso così com'è altrimenti non ci regalerebbe quelle giocate in campo".
Fabio Capello ha sottolineato quanto i rossoneri siano consapevoli della loro forza. "Noi pensiamo di avere la rosa più forte d'Italia - sostiene -. Da qui a dire che vinceremo ne passa, ma la ricchezza della nostra rosa, grazie agli investimenti che Berlusconi continua a fare, è sotto gli occhi di tutti. Sono due anni che dobbiamo intervenire sempre, abbiamo tanti infortunati che pur avendo 31 giocatori facciamo fatica ad arrivare a 18 per le partite. Quella dei giocatori fuori è ormai una costante ma siamo convinti di avere l'organico più ricco d'Italia". Per poi ricordare ancora una volta il colpo Nocerino, ieri al nono gol stagionale. "Faccio mercato da 26 anni e ci sono anni in cui non azzecchi niente e altri in cui tutti quelli che arrivano fanno benissimo - osserva Galliani -. Qualcuno dice che quest'anno mancano i gol delle seconde punte ma non è vero, la nostra seconda punta è Nocerino". Realismo alle stelle, perché sognare oltre è impensabile. Il riferimento è Cristiano Ronaldo che fa sognare Silvio Berlusconi. "Il tono era chiaramente ironico, è stata una battuta - ha spiegato Galliani -. Io comunque non sogno Ronaldo tutte le notti"
Infine una valutazione sul fair-play finanziario. "Sono d'accordo con il presidente Platini, ma c'è molta competitività ed emozione, e quindi per cercare di vincere ti comporti in maniera emotivamente diversa. Nel calcio c'è una componente emotiva che non c'è nelle altre cose, una componente sentimentale molto forte. Quando fai il manager di una società normale devi rispondere agli azionisti e basta, qui ci sono 7 milioni di tifosi italiani che se il Milan vince sono felici e se perde sono infelici, bisogna consideralo"

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Nicola d'Altilia - sportmediaset

Il comportamento, la forza e i gol di Ibrahimovic continuano a far discutere e dividere. Proprio l'attaccante svedese è stato la causa della sospensione del Consiglio comunale di Bologna per 40 minuti. Raffaele Persiano, responsabile organizzativo cittadino, ha chiamato Ibra "zingaro" sul suo profilo Facebook scatenando la rabbia del consigliere Tomassini che avrebbe voluto parlarne a inizio seduta. Il 'no' del presidente Lembi ha causato lo stop.
L'esponente del PD, Raffaele Persiano, dopo aver cancellato il post si è affrettato a precisare che il suo intervento non intendeva indicare "un'etnia ma un nomignolo per il nomadismo calcistico" di Ibrahimovic. La spiegazione non è bastata al consigliere del Pdl Tomassini che avrebbe voluto iniziare il proprio discorso parlando proprio dell'accaduto. Davanti al 'no' del presidente d'assemblea, la PD Simona Lembi, ha richiesto una conferenza dei capigruppo durata oltre quaranta minuti.
Tomassini si è accontentato di presentare un ordine del giorno nel quale veniva richiesta la censura della frase di Persiano, accostata ad altri episodi come lo striscione contro Pessotto apparso in Bologna-Juventus. L'intervento in aula è stato negato perché considerato di poca rilevanza ma lo scontro del Consiglio si è svolto in un clima di incredulità. Ibra fa discutere, sempre e comunque

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Alberto Re - Corriere dello Sport

Yin e Yang, croce e delizia, oppure, visto che si tratta di Milan, diavolo e acqua santa. Ognuno scelga la definizione che preferisce, ma Ibrahimovic è soprattutto questo: il meglio e il suo esatto opposto. Non resta che prendere o lasciare. E l’universo rossonero ha deciso di prenderlo, di accettarlo così com’è perché, evidentemente, i vantaggi che assicura sono superiori agli svantaggi. In sostanza, visto che conta soprattutto vincere, lo svedese è uno di quei giocatori che, Il Milan lo ha preso per vincere e Zlatan lo ha ripagato. Ma deve accettare anche le sue folliein ambito nazionale, vale come un’ipoteca sul successo. Certo, sul percorso che conduce al traguardo, c’è bisogno di avere uno stomaco di ferro per digerire certi comportamenti, occorre avere doti di grande incassatore per sopportare certi “cazzotti” ed è necessaria pure una gran dose di diplomazia per riuscire a mantenere la situazione in equilibrio

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Nicola d'Altilia - sportmediaset

La tessera del tifoso, intorno alla quale (in questi due anni e mezzo) ci sono state parecchie polemiche, andrà in archivio al termine di questa stagione. Dall'anno prossimo arriva una vera e propria fidelity card: "Sarà meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se ne dota", ha spiegato Antonello Valentini, direttore generale della Figc. Il Ministero dell'Interno ha commentato in maniera positiva quanto ottenuto, soprattutto in tema di ordine pubblico, grazie alla tessera del tifoso: "Ha dato grandi risultati", sottolineano dal Viminale. Dall'anno prossimo, però, largo alla nuova fidelity card, che avrà meno funzioni di controllo e dovrà favorire  un legame più stretto nei rapporti tra i club di calcio e i tifosi. Il vicecapo dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, Roberto Massucci, spiega le funzioni della nuova fidelity card: "La tessera del tifoso nasce soprattutto come uno strumento di controllo delle tifoserie più violente. In futuro, con la fidelity card, la tessera diventerà un vero e proprio strumento di fidelizzazione grazie al quale i tifosi potranno avere agevolazioni e prelazioni nell'acquisto dei biglietti, oltre ad altri servizi per chi se ne doterà". La tessera sarà obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta, esattamente come la tessera del tifoso, ma con alcune novità: "I club saranno più responsabilizzati e diminuiranno le funzioni di controllo, ma la card sarà sempre necessaria per andare in trasferta e sarà rilasciata solo dopo avere verificato che non esistano motivi ostativi. Ovviamente - specifica Massucci - tali controlli saranno effettuati in tempo reale, senza perciò grandi perdite di tempo al momento del rilascio". Aggiunge Antonello Valentini: ''Dopo due anni di grandi risultati, l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive si è reso conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarselo, per fare appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana. Tra l'altro, si supera così l'effetto ingiustamente negativo del messaggio passato all'avvio dell'iniziativa: ovvero di un meccanismo di operazione di polizia. Non erano queste le intenzioni del Viminale, ma cosi vennero recepite da molti. Dopo avere lavorato a lungo con il capo della polizia, Manganelli, abbiamo il riscontro dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive: l'evoluzione ci porta verso un modello simile alla card ''vivo azzurro'' per i tifosi della Nazionale. Occorre responsabilizzare e fidelizzare i tifosi, magari incentivando il senso di appartenenza''. MANGANELLI: "LA TESSERA MANTERRA' LE PROPRIE CARATTERISTICHE" "La tessera del tifoso manterrà inalterate le sue caratteristiche fondamentali già evidenziatesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato di calcio". Lo afferma il Capo della Polizia, Antonio Manganelli. MARONI: "HANNO VINTO GLI ULTRAS" "Hanno vinto le tifoserie ultras e violente, hanno vinto quelle società come la Roma, di cui il ministro Cancellieri e' tifosissima ma e' solo una constatazione, che non avevano mai accettato queste regole e hanno perso i tifosi veri con la t maiuscola che vanno allo stadio per vedere la partita e divertirsi e non per menare le mani". L'ex ministro Roberto Maroni ha così commentato l'ingresso in scena della nuova fidelity card e l'addio alla tessera del tifoso da lui introdotta: "Il Viminale - ha proseguito Maroni - dice che la tessera del tifoso ha dato grandi risultati contro la violenza negli stadi e adesso viene abolita, e' una cosa un po' strana, anzi molto strana. Hanno vinto ancora una volta le lobby del calcio. Peccato, perche' poteva essere un'esperienza, una novita' importante per contrastare la violenza negli stadi".

ndr: Io personalmente sono contrario a questa scelta anzi favorevole ad un inasprimento ulteriore delle sanzioni verso i violenti, in Inghilterra sono riusciti con misure drastiche a fermare il fenomeno degli Hooligans ottenendo, negli anni, ottimi risultati, non vedo perchè non possiamo fare altrettanto noi. Vedere una partita in uno stadio Inglese è uno spettacolo, in Italia spesso no, per vari motivi

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