21.03.2012

Manuel Vanacore - Calciomercato.it

Insigne

Il talento del Pescara, Lorenzo Insigne, ha quest’oggi parlato in conferenza stampa, chiarendo alcune voci sul suo futuro. Leggiamo le dichiarazioni del giocatore cresciuto nelle giovanili del Napoli raccolte da forzapescaratv: “Milan? Non ho sentito niente.  Io penso solo a giocare, al resto pensa il mio procuratore”. Messaggi chiari quelli inviati dal fantasista del Pescara che preferisce continuare a crescere sul campo, piuttosto che rincorrere voci di mercato ed una carriera futura. Scelta intelligente per un giovane che, se dovesse mantenere gli standard di questa stagione, potrebbe davvero diventare il futuro del calcio Italiano.

 

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Manuel Vanacore - Calciomercatonews.com

Cazorla

Protagonista assoluto del match contro il Real Madrid dove ha siglato un eurogoal su calcio di punizione, il giocatore del Malaga Santi Cazorla, secondo quanto rimbalzato in Spagna quest’oggi, sarebbe nel mirino del Milan. Arrivato in estate dal Villarreal però, il giocatore, difficilmente lascerà il club degli sceicchi: il fantasista Spagnolo era arrivato in estate come il grande colpo di mercato ed appaiono dunque davvero poche le possibilità di vederlo lontano da Malaga già dai prossimi mesi. In ogni caso il Milan sorveglia la situazione, sperando in un clamoroso colpo di scena…

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Manuel Vanacore - Tuttomercatoweb.com

Milan

Ma andiamo con ordine nella ricostruzione dei fatti: Quindici giorni fa i responsabili della Curva Sud informano la società rossonera dell’intenzione di portare a Torino una coreografia a sostegno della squadra. La risposta da parte del Milan è positiva e la comunicazione viene girata anche alla Juventus dalla quale però non arriva alcuna risposta. Partono i preparativi per la realizzazione del progetto che prevedeva uno sfondo rossonero fatto con le plastiche, uno striscione con scritto FORZA RAGAZZI e un bandierone ritraente il logo del Milan. Nulla di potenzialmente pericoloso o provocatorio, nulla che potesse far pensare a una risposta negativa da parte della società Juventus che invece, arriva non più tardi di due giorni fa tramite mail nella quale veniva comunicata la mancata “autorizzazione” da parte del club bianconero (proprietario dell’impianto) all’ingresso della coreografia milanista. Quello che è successo ieri ai cancelli dello Juventus Stadium è forse, uno dei punti più bassi che la storia del tifo ricordi. Tutti i ragazzi arrivati a Milano con i pullman sono stati spogliati e perquisiti minuziosamente dal servizio d’ordine alla ricerca di plastiche, vessilli e striscioni inerenti alla coreografia. Inizialmente era stato vietato l’ingresso anche agli striscioni di rappresentanza dei gruppi organizzati che accompagnano la squadra in ogni stadio, poiché anch’essi non autorizzati. A quel punto, trovatesi di fronte al reale pericolo di incidenti dovuto all’esasperazione degli animi della curva rossonera sono stati fatti entrare gli striscioni dei gruppi e tutti gli stendardi rigorosamente senz’aste. Questo è quanto successo ieri nello stadio “più avveniristico d’Italia” per far si che i colori rossoneri non venissero mostrati dentro l’impianto che, come da programmi, doveva essere tutto solo ed esclusivamente bianconero. Se avere uno stadio di proprietà vuol dire anche limitare la libertà d’espressione di una tifoseria, allora ben vengano gli stadi comunali e i settori popolari.Sono state spese tante belle parole per lo spettacolo scenografico messo in mostra, prima della partita dallo Juventus Stadium che ha colorato di bianconero l’impianto torinese. Un colpo d’occhio notevole, scandito dallo speaker dello stadio che ha dettato i tempi dell’apertura della stessa coreografia che non ha visto partecipare, come ovvio che sia, il settore ospiti dedicato ai tifosi del Milan. Ma c’è qualcosa che non quadra in tutta questa faccenda e abbiamo deciso di riportare quello che è successo con la coreografia degli ultras rossoneri. Si perché anche quella porzione dello Juventus Stadium avrebbe dovuto essere colorata di rossonero e avrebbe dovuto fornire un grosso monito ai ragazzi di Massimiliano Allegri, concentrati nel tentativo di raggiungere la qualificazione alla finale di TIM Cup.

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Michele Dattoli - Tuttomercatoweb.com

Il Milan e gli olandesi, una storia d’amore nata tanti anni fa e mai interrotta che ha portato spesso e volentieri in casa rossonera tante gioie e successi.Miralem Sulejmani, attaccante serbo di 23 anni. E’ stato il giocatore più pagato nella storia dell’Eredivise (16,5 milioni di euro dall’Heerenven n.d.r.), capace di occupare tutti i ruoli dell’attacco, ha un ottimo feeling in zona goal. Sicuramente, cosi come il Milan, i maggiori club europei seguono già da diverso tempo e hanno i radar puntati su questi talenti, ma la società rossonera, grazie al suo proverbiale tempismo ed intuito in campagna acquisti, ma soprattutto “sfruttando” i servigi del super procuratore Mino Raiola, una sorta di padre-padrone del mercato olandese, potrebbe arrivare prima di tutti gli altri e accaparrarsi magari già da luglio e a prezzi ragionevoli, qualcuno di questi “piccoli fenomeni” che siamo certi, avranno un futuro roseo e che faranno parlare per i prossimi dieci anni.Christian Eriksen, 20 anni,  centrocampista offensivo danese, nazionale under 21 e dotato di grande tecnica e piedi sopraffini. Per la sua visione di gioco è stato spesso paragonato ai suoi predecessori Van der Vaart e Sneijder, abile a dettare l’ultimo passaggio e a cercare la conclusione in porta.Siem de Jong, 23 anni, centrocampista olandese di origine svizzera e titolare della nazionale under 21, dallo scorso anno convocato anche nella nazionale maggiore, motorino inesauribile e grande recuperatore di palloni.Jan Vertonghen, 24 anni forte e roccioso difensore centrale belga che all’occorrenza viene spesso utilizzato con ottimi risultati a centrocampo. Dotato di un grande fisico è imbattibile nel gioco aereo.Tra questi giovani lancieri, spiccano senza dubbio i nomi di Gregory Van der Wiel, 24 anni, esterno di difesa e nazionale olandese, in grado di giocare sia a destra che a sinistra, abile corridore e “macchina da cross” infallibile.Il club guidato da Frank De Boer,dopo un breve periodo di appannamento, l’anno scorso ha conquistato l’Eredivise e anche quest’anno è in lizza con Az, Twente e  Psv Eindhoven per rivincere il campionato; una squadra che ha visto partire l’estate scorsa il proprio portiere (nazionale orange) Stekelenburg e che ha perso sempre lo scorso anno a gennaio il rossonero Urby Emanuelson e soprattutto il suo talento migliore, Luis Alberto Suarez passato al Liverpool.Oltre alla giovane età, si valuteranno anche le qualità e le possibilità di affermarsi sul breve periodo e se c’è al mondo una squadra in cui si possono trovare elementi che offrano un ottimo rapporto talento-età, senza ombra di dubbio questa è proprio l’Ajax.I dirigenti di via Turati negli ultimi tempi hanno portato in rossonero inserendoli gradualmente nell’ossatura della prima squadra, gente del calibro di Abate, Thiago Silva, Mesbah, Aquilani, Nocerino, Merkel, Boateng, Emanuelson, El Sharaawy, Maxi Lopez, giocatori che se si considera anche Pato, non superano i 27 anni, e proprio su questa linea verde, ma di qualità che si prospetta anche la prossima campagna di rafforzamento rossonera.Anche se siamo solo alla metà di marzo e da qui alla fine della stagione mancano ancora tre mesi, il Mila così come tutte le grandi squadre, inizia a guardarsi intorno in ottica mercato, cercando d’individuare soprattutto quei giovani talenti dal futuro assicurato, che potrebbero portare una sferzata di freschezza ad una squadra che ha iniziato da almeno tre anni, quella “rivoluzione” generazionale necessaria per garantirsi un futuro longevo.

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Michele Dattoli - Tuttomercatoweb.com

"Io voglio restare qui a vita. Devo sfruttare ogni minuto e dare sempre il massimo". Maxi Lopez è già innamorato del Milan, nonostante le poche presenze in maglia rossonera, impreziosite comunque da due gol. L’attaccante argentino, ieri a segno nel match di Tim Cup contro la Juventus, ha poi aggiunto: "La squadra sta disputando un'ottima stagione, anche ieri abbiamo dimostrato tutto il nostro valore. Il Milan è la squadra più forte - ha proseguito ai microfoni di Sky Sport 24 -, la più compatta. Siamo primi in campionato e lo siamo con merito. Ma non possiamo mollare niente, perché la Juve è sempre lì".


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Lucio Faiola - il Giornale

Vucinic è meglio di Ibrahimovic. Tocca a lui firmare il 2 a 2 conclusivo che mette fine, al culmine di 120 tiratissimi minuti di calcio combattuto, a una rivalità non ancora conclusa. Perchè il duello rusticano in campionato è tutt’altro che concluso. La Juve è meglio del Milan, risultati alla mano. Nella quarta sfida della stagione (2 successi e 2 pareggi la contabilità finale), sgabbia Del Piero, si fa vivo e minaccioso il Milan dei senza Ibrahimovic, con Mesbah e Maxi Lopez si guadagna i supplementari, prima di cedere il passo alla zampata del montenegrino che mette la parola fine sulla semifinale. La Juve di Conte può incorniciare il primo successo: la finale di coppa Italia è tutta sua. Può alzare una coppa in capo all’anno della rifondazione. Vucinic è meglio di Ibra, sparito all’intervallo anche a causa dell’attacco influenzale, e si ritaglia una serata memorabile, inaugurata dal gol di Del Piero, la storia bianconera che non se la sente ancora di andare in soffitta. Quando proprio sembra spremuta, spolpata, la Juve, col fiatone negli ultimi minuti regolamentari (Pepe e Lichtsteiner i più affaticati) tira fuori le unghie e capovolge con il petardo del montengrino pronostico e inerzia della sfida. Juve e Milan hanno regalato una notte di calcio spettacolare ed attraente: non sono mancate le prodezze (il gol di Maxi Lopez, quello del 2 a 2 di Vucinic) e nemmeno le amnesie (sul gol di Del Piero e quello di Mesbah), come i falli, decisi, cattivi, ripetuti come può testimoniare il lungo elenco degli ammoniti (Vidal alla fine meritava il rosso diretto). Un vulcano in piena eruzione la panchina bianconera: Orsato ha dovuto espellere uno dei collaboratori di Conte, magari è lo stesso che a Bologna rifilò qualche insulto al quarto uomo. La Juve ha meritato, è bene scriverlo. Il suo successo è maturato in particolare nella sfida di San Siro: grazie a quel 2 a 1 targato Caceres, ha prima gioito, poi sudato freddo, infine portato in giro nello stadio le proprie bandiere. Chi aspetta al varco Ibrahimovic, in campo solo per un tempo, il primo, a dispetto dell’influenza, deve scoprire invece l’argento vivo di Vucinic che è il vero mattatore della sfida made in Juventus. É vero, il montenegrino è un tipo fumantino, discute con l’arbitro, polemizza con Conte e dispensa qualche manata di troppo, ma poi ogni volta che ha il pallone tra i piedi, mette in crisi la difesa milanista, nonostante la buona opposizione di Antonini. Se Ibrahimovic invece si ritira all’intervallo perchè il risultato a quel punto (1 a 0 per la Juve, sigillo di Del Piero) detta propositi meno bellicosi nello spogliatoio rossonero, Vucinic si batte e sfiora il bersaglio da cima a fondo. Nei 45 minuti senza infamia e senza lode, lo svedesone riesce in una sola circostanza a fare il mammasantissima, Storari è bravo ed abile nel deviare la stilettata in angolo. Poco, troppo poco per lasciare il segno sulla semifinale rimasta nella prima frazione nella disponibilità bianconera. Proprio quando esce Ibra ed entra Maxi Lopez, senza volerlo forse, senza saperlo di sicuro, cambia la vita del Milan e anche il corso della semifinale, come accadde già a Udine in campionato. Perchè la Juve si spegne lentamente mentre il Milan mette la testa fuori dalla sua metà campo e gela lo stadio torinese prima con Mesbah, spuntato solo soletto alle spalle di Pepe, stravolto dalla fatica, poi con l’argentino dal pelo biondo autore di una prodezza magistrale. Spalle a Chiellini si libera di un paio di birilli al limite dell’area e fulmina Storari con una stoccata che spinge la semifinale ai supplementari. E non lo assiste nemmeno la migliore salute muscolare. Dopo appena sei minuti del primo supplementare, il sigillo di Vucinic toglie al Milan ogni speranza e le poche energie a disposizione. Perchè Pippo Inzaghi, arrivato dalla panchina, non ha molto da spendere, Thiago Silva deve chiudere con una evidente zoppia, gli altri della compagnia rossonera non possono fare granchè. Han sfiorato il colpaccio. É la loro medaglietta al petto.

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Alberto Re - Goal.com

Niente qualificazione. Passa la Juventus. E questa è la notizia negativa. Il Milan ci ha provato, è riuscito anche a rimontare dopo lo svantaggio, cosa non da poco, ma non è bastato. Rientri importanti, Aquilani e Seedorf, spazio a chi ha giocato poco, Inzaghi. Buone nuove se non fosse che la condizione fisica di questi giocatori non può certo essere ottimale.
Nonostante le difficoltà ed un Ibra a mezzo servizio, i rossoneri hanno vinto nei novanta minuti, prima sconfitta della Juve in stagione, ed hanno lasciato una buona impressione confermando di riuscire ancora una volta a sopperire alle numerose assenze.
Galliani può per certi versi sorridere, il suo mercato ha ancora portato buoni frutti. Un altro gol per Maxi Lopez, il primo di Mesbah, aggiunti alle reti già segnate da Muntari, fanno schizzare a nove il voto alla campagna acquisti di gennaio.
In particolare Maxi Lopez ha confermato le buone cose fatte vedere negli spezzoni di gara giocati sino ad ora, segnando un gol da grande centravanti e dimostrandosi valida alternativa per un modo di giocare diverso in avanti. Ibra più Maxi. Meno fioretto ma più spada.
Con lo svedese che esce a fare il trequartista e Maxi che mantiene caldo il posto in mezzo all’area. Una presenza importante che potrebbe aiutare a risolvere le partite, che il Milan è abituato a giocare, contro squadre molto chiuse.
Una partita, quella di Torino, che ha ricordato quella di Udine. Carattere, assenza di Ibra, Maxi Lopez protagonista, rimonta e vittoria due a uno. A Udine non c’erano però i supplementari, a Torino invece sì. Buone notizie quindi in una serata dal retrogusto amaro con una finale di Coppa Italia che dal nulla era diventata alla portata.
Il futuro ora dice due cose. La prima è che contro il Barcellona servirà qualcosa di più di una buona prestazione e del contributo dei nuovi. Servirà l’esperienza e la personalità dei campioni, ci vorrà una squadra possibilmente al completo ed una maggiore attenzione in fase difensiva.
La seconda è che la Juve non ha sicuramente intenzione di mollare in campionato e che per batterla servirà grande attenzione e continuità di risultati. Uscire dalla Coppa Italia contro i bianconeri ha avuto un sapore amaro che però il palato rossonero può certamente tollerare, un sorpasso Scudetto avrebbe invece un gusto davvero insopportabile.

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Lucio Faiola - acmilan.com

I giocatori che oggi, dalle 12.00, hanno lavorato sul campo centrale di Milanello sono: Nesta, Zambrotta, De Sciglio, Merkel, Boateng, Bonera, Yepes e Gattuso. Il loro lavoro: 20 minuti di torello/circolazione di palla, 10 minuti di possesso palla, mezz'ora di azioni uno contro uno e due contro due, sessione finale di cross e tiri in porta. Sul campo sono usciti Ambrosini e Van Bommel: corsa per loro. Alcuni minuti di corsa li ha affrontati anche Robinho. Il Milan tornerà ad allenarsi domani alle 15.00.

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Lucio Faiola - tuttomercatoweb.com

La settimana ha fatto differenziato ed è stato precauzionalmente tenuto a riposo durante il match contro il Genoa; ma Francesco Totti vorrà sicuramente esserci nel big match di sabato pomeriggio, al Meazza contro il Milan. La speranza della Roma è che il capitano recuperi dall'elongazione del bicipite femorale. Le sensazione, in questo senso, sono positive. Secondo l'edizione romana de La Repubblica, Totti sarà regolarmente a disposizione di Luis Enrique, che dovrà scegliere chi schierare al suo fianco, anche se al momento è facile pensare a Borini ed Osvaldo.

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Alberto Re - Corriere dello Sport

«Sono soddisfatto per la prestazione. Però dispiace non andare in finale dopo una partita così, perchè i ragazzi hanno dato tutto». Massimiliano Allegri è amareggiato per il 2-2 in casa della Juventus che ha estromesso il Milan dalla finale di Coppa Italia. «In avanti abbiamo giocato bene, ma anche speso molto - spiega il tecnico ai microfoni Rai -. Nei supplementari non eravamo più in grado di andare a pressare davanti. Dispiace uscire in quest modo, ma parte della finale l'avevamo compromessa già a San Siro». Ibrahimovic «è uscito perchè aveva ancora mal di schiena e mi è sembrato inutile rischiarlo». Sabato in campionato arriva a Milano la Roma: «Sicuramente saremo pronti, abbiamo quattro giorni per recuperare».
Inevitabile una battuta sull'arbitro. Ancora Allegri: «Sul gol di Del Piero sembra esserci fallo di mano del capitano. Ma nell'insieme non c'è assolutamente da dire niente nei confronti dell'arbitro; le decisioni, dopo, non cambiano, così come il risultato. Accettiamo le sue decisioni, Orsato ha arbitrato molto bene, fischiando quando serviva, lasciando correre in altre occasioni. Dispiace perchè alcuni episodi avrebbero potuto cambiare l'andamento della partita. Stare a elencarli non cambia nulla, ma l'intervento di Vidal era abbastanza duro, pot eva essere da rosso». Ora ci si rituffa sul campionato. «Non ci saranno ripercussioni negative da questa partita nella corsa scudetto - afferma il tecnico rossonero -, sono due competizioni diverse. Abbiamo quattro punti di vantaggio, la Juve sta facendo grandissime cose, serviranno tanti punti perchè credo che in bianconeri ne vinceranno tante da qui alla fine».

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Alberto Re - acmilan.com

Queste le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti di Juventus-Milan, ritorno della semifinale di Tim Cup, al termine del match:
L'AMMINISTRATORE DELEGATO ADRIANO GALLIANI
"Il Milan ha fatto una grande partita e ha ribaltato il risultato dell'andata, poi nei supplementari abbiamo preso un gol. E' stato un gran bel Milan con 11 infortunati. Se avessimo tutto l'organico a disposizione....siamo superiori a tutte le altre squadre, con tutti questi infortuni siamo venuti a Torino a vincere. Ma la Coppa Italia è andata, ora pensiamo alla Roma partita difficilissima, cerchiamo di mantenere i 4 punti di vantaggio".
MISTER MASSIMILIANO ALLEGRI
"Buona partita, abbiamo pagato troppo i 90' minuti, soprattutto nel primi 5' del primo tempo supplementari ma i ragazzi hanno fatto un'ottima partita ora pensiamo al campionato. Non è una questione caratteriale, ma anche tecnica abbiamo fatto la partita e di questo sono contento. Ibra aveva un po' di mal di schiena ma niente di grave. Maxi Lopez ha giocato una bella partita, sono contento".
MARCO AMELIA
"Usciamo a testa alta, oggi abbiamo dimostrato di essere davvero forti. Li abbiamo messi in difficoltà, ci hanno tolto la finale solo con un grande gol di Vucinic. Complimenti a loro, ma resta la nostra grande prestazione. Avevo quasi preso il tiro del pareggio, era molto angolato e sotto il sette. Questi palloni cambiano direzione all'ultimo, non è facile. Bravo lui, si è staccato dai nostri difensori e non ci ha pensato due volte. Merito suo più che demerito nostro. Ora si guarda avanti, ci sono due obiettivi importanti da portare avanti sino in fondo. Pensiamo subito alla prossima gara, importantissima per lo scudetto. Per la Champions sarà molto difficile, ma ci proveremo".
MAXI LOPEZ
"Penso che noi dobbiamo essere contenti al di là del risultato, dimostrando che siamo in un buon momento di forma. Fino al 90' abbiamo vinto, è un punto di partenza per il campionato e la Champions. Mancava soltanto un gol, nel supplementare ci ha pesato un po' la stanchezza di giocare sempre ogni tre giorni. Abbiamo dominato la gara, questo però è fondamentale. Sarebbe stato perfetto chiudere i conti al 90', ma loro si sono difesi bene: non era facile scardinare il loro blocco davanti a Buffon. Io pian piano sto migliorando, devo essere pronto sempre".

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