CADE LA NEVE , MA IO NON CAPISCO …

Il sentiero si nasconde , non si distingue. La visione davanti è un indefinito panettone, senza confini, senza righe a delimitare. Senza niente… Unica compagnia il rumore dei miei passi sulla neve caduta e cadente, un sottile filo di nebbia rende il paesaggio uno spettacolo per pochi. Quando finalmente il sole prova a vincere la notte, tutto diventa un sogno. Raramente, forse mai ho visto una cosa più bella, una miscela di riflessi persino invadente. E nell’intimo il desiderio di non arrivare maia destinazione , di gustare il gusto, di gustare l’infinito. Non so com’è l’alba in Siberia, com’è un tramonto su Urano e Plutone, ma non può essere il tutto più bello di quello che ho visto stamattina in questa campagna padana che mi accompagna nei miei inferi quotidiani. Cade la neve ed io, non capisco, davvero non capisco.

Quando ancora la mia infanzia regnava sovrana, la neve mi apparteneva. Mi sono divorato serate a guardarmela scendere. Sono corso in giardino con la mia mamma per raccogliere quella pulita ed inventare una granita. Nessun Natale è stato più bello di quelli sbirciati dalla finestra , in piena notte, con i fiocchi a rincorrersi. Poi invecchi, inizi a dire della neve quello che ogni giorno diciamo delle cose che passano. Che palle i compleanni, che palle il Natale, che palle la moglie. Invece siamo noi che siamo delle fastidiose palle. Siamo noi che non sappiamo più leggere e pensare. La scorsa notte camminavo riempiendo ansioso casa ed ancora , fastidiosa parabola, inseguivo ricordi infantili coperti di neve profumata. Ricordavo quanto eravamo buoni nelle lontane giornate in cui ci superavamo per aiutare il papà a spalare, il prete a pulire la scalinata della chiesa, l’insegnante a sgombrare la macchina per ripartire verso casa al calar del sole.

Adesso un incapace autista su una 500, slitta in un cavalcavia e non riesce a ripartie. Dietro una coda di nervosi guidatori. Il primo e l’ultimo a suonare impazziti “Allora, levati dalle palle”. Un furgone prova ad inserirsi nel traffico a stento, nessuno lo fa passare ed una signora schifosa con la jeep del marito gli suona incazzata. Lui va al lavoro, lei a vendere il nulla o forse il corpo, non può aspettare. Sulla neve , sul ghiaccio si vive male ma mentre allora sorridevi al compagno che come te arrancava, ora lo scavalchi, lo schizzi col Suv . Tu sei in difficoltà con la tua Fiat stylo e l’ansia di non dovere cozzare su nulla. Lui ti guarda con sfida, dall’alto e forse sussurra “sfigato, cazzo giri”. Si, ti prendi dello sfigato e magari sei lo stesso che il giorno prima lo stesso epiteto l’aveva preso da un ministro puzzolente di un paese puzzolente. Cade la neve ed io non capisco …

Copiosa cade la neve sul campionato di calcio. Irrispettoso devo citare un mio articolo di quasi un anno fa. Esiste un motivo per il quale si gioca d’inverno e non d’estate, di sera a gennaio e non ad agosto ? La stampa per bene direbbe che dipende dalle tv, da sky, dalle partite in notturna per gli sponsor… Tutte balle. Dipende solo dalla poca fantasia e da un calcio imbecille, quello italiano e non solo.

Un’idea ed un sogno facile: inizio campionato il 10 di agosto, pausa invernale da metà gennaio a metà febbraio, con calendario fittissimo a Natale. Turni serali infrasettimanali ad agosto, settembre e maggio. Ultimi turni di Champions da fine maggio a fine giugno a campionati finiti. E se il 30 giugno … all’Olimpico di Roma… al tramonto… durante la finale Barcellona – Real Madrid dovesse nevicare, Messi si metterà a pattinare e forse a vincere il mondiale di salto dal trampolino. E noi con lui !!

Cade la neve ed io non capisco …. Sarà stata la temperatura folle di queste ore, ma sentite un po’ il film delle ultime ore. Mazzarri minaccia un dossier sugli arbitri. Sintesi: il Napoli è ottavo, tutta colpa dei fischietti. Si, qualche sgarbo, ma , giuro, ho visto integrali le partite con Cesena, Chievo, Genoa, Atalanta ed altre.. spesso inguardabili, sempre mal gestite dal pomposo ometto in panca. Unica squadra in serie A senza neanche un rigore contro, vittoria a Milano con l’Inter da brivido per gli errori arbitrali a favore, pareggio a Milano con il Milan con rigorissimo per il Milan, passaggio del turno in coppa Italia con gol decisivo in fuori gioco.. e sotto la neve manda un dossier.

Non male anche la Juve che non fa un tiro in porta contro il Siena (unica squadra con Novara e Palermo con zero vittorie fuori casa) ed a voce Marotta urla “ Vogliamo arbitri esperti e più rispetto “. Addirittura. Piove neve copiosa anche sui critici arbitrali tv, ma verrebbe voglia di fargli piovere altro sul capo. Mentre ingannavo la vita al caldo col gelo fuori, mi sono imbattutto sul pessimo canale a pagamento Mediaset Premium con tanto di ex arbitro che così commentava il fallo di mano del senese Vergassola in Juve - Siena:” il difensore allarga il braccio ed è davvero assolutissimamente (termine da lui abusato ancorchè italianamente scorretto) impossibile non vedere. Campionato 1997/98: Juve-Udinese Gol di Bierhoff oltre la riga della porta di 145 centimentri sul recupero tardivo di Ferrara. L’arbitro, il sig. Cesari non convalida. Indovinate chi era l’opinionista che … assolutissimamente … impossibile non vedere…

Cade la neve ed io non capisco… Ed è tornato a nevicare, forse a grandinare su Ibra. Potrei perdermi fra i fiocchi noti a tutti, juventini per primi, delle tirate di culo del fuoriclasse del Milan. Io la penso così: sono contrario a tutti i provvedimenti che condizionano a tavolino o a gioco fermo l’esito di una partita. Non mi piacciono le espulsioni dei calciatori dal campo, detesto la regola che caccia i portieri che atterrano un attaccante, sono contrario all’espulsione per il fallo da dietro, abolirei i calci di rigore. La partita si decide 11 contro 11 sul campo tranne quando un atleta spara ad un altro. Alterare un campionato per uno schiaffo fa diventare rossi di vergogna. Non Ibra ma chi ha scelto queste regole. La penso così da sempre. La penso così anche oggi, sotto la neve. E domani a 40 gradi sotto il sole. Le vittorie valgono se piene e senza rinuncie. Io volevo uscire con Demi Moore… se mi fate uscire con la Litizzetto sto a casa.

Capita anche e finalmente che cade la neve ed io… ed un po’ tutti noi capiamo. La mia ossessiva battaglia contro la regolarità di tutto lo sport in Spagna segna un caldo punto a favore di chi non crede ai miracoli. Scollatosi di dosso le mille macchinazione , i mille dubbi su ciclismo, calcio, atletica leggera, tennis e chissà Dio cosa ancora, un tribunale svizzero, un minimo neutro, fa saltare il banco di Contador: 2 anni per doping e quella definita “Operacion Puerto” apre un varco. Magari finisce tutto li, ma che gusto vedere saltare il primo dei tanti impostori iberici. Sotto la neve tanto piacere.

Cade la neve ed io non capisco … Ma sono girate 3 notizie collegate in questi giorni che vi mando e che voi mettete dove volete, anche sepolte nella neve. a)per mancanza di fondi questo è l’ultimo anno che da Fossoli(Mo) parte il treno verso Auschwitz ripercorrendo l’orrendo ma educativo “a memoria”, viaggio della morte. Bastavano 30.000 euro, la metà dello stipendio mensile del professor Monti, un ventesimo dello stipendio della sorella del sindaco di Roma Alemanno , direttrice dell’agenzia del territorio (???) al Ministero delle Finanze. b) uno degli ultimi reduci di Birkenau, la signora Battaglia(“un posto che non si può raccontare, bisogna vederlo e basta”) ricorda a 700 studenti “Il primo messaggio antisemita è del 1555, papa Paolo IV invitò alla totale discriminazione ed emarginazione degli ebrei. Era solo una anticipazione delle leggi razziali in Italia del 1930”. c) Stragi naziste in Italia: i tedeschi vincono ancora , il tribunale dell’Aja nega gli indennizzi per le vittime sul territorio italiano.

Si si… cade la neve ed io davvero non capisco più nulla. Colleghiamo questi 3 punti. Hanno un senso ed un fetore unico. Sento la neve sotto i miei piedi, sento lo scricchiolio e vedo l’alba nascere e vincere. Soprattutto sento che la neve è stata la compagna di tutti. Di noi quando ancora eravano puri e senza pretese, delle nostre mamme che senza lamento andavano al racccolto, di Gigi Riva che insaccava in tuffo, di testa, confondendo la palla con i fiocchi … e soprattutto del bambino con il pigiama a righe che ci portiamo dentro. Per fortuna e per sempre. Sperando, questa volta, di arrivare in tempo a salvarlo

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