Football made in England
Dopo lo scampato pericolo con l’Arsenal non era semplice rituffarsi subito in campionato.
Il Lecce di Cosmi si presentava a San Siro senza alcuni uomini chiave come Cuadrado e Delvecchio ma rappresentava comunque un avversario temibile.
Le partite di Champions League, si sa, fanno spendere molte energie dal punto di vista psicofisico, poi partite come quella dell’Emirates ti svuotano quasi completamente.
Ci dobbiamo tenere ben stretta infatti la vittoria per 2-0, che oltretutto, ci ha consentito di portarci a più quattro sulla Juventus.

Non dobbiamo curarci di loro, li dobbiamo lasciar tranquilli nelle loro lamentele e nei loro silenzi stampa, noi dobbiamo solo fare il nostro dovere esattamente come l’anno scorso, quando gestimmo in maniera magistrale il vantaggio sull’Inter di Leonardo.

Preso dal momento cruciale della stagione del Milan, negli ultimi tempi, ho trascurato gli aggiornamenti settimanali sul Saints.
Il weekend scorso mi sono rifatto, sono partito da Londra con un bus diretto proprio per Southampton dove sono arrivato dopo circa due ore di viaggio.
Mi sono presentato al St Mary’s molto in anticipo e questo mi ha permesso di girare in lungo e in largo tutta la struttura.

Lo stadio è un gioiello, paragonato a qualsiasi stadio italiano sembra millenni avanti, di una pulizia incredibile e dotato di ogni comfort.
Innanzitutto al di fuori dello stadio, e questo non vale solo per il St Mary’s, non ci sono ambulanti che vendono merce tarocca, ne beneficiano le società che possono così vendere materiale originale a prezzi sensati e incassare ottime somme dal merchandising.
All’interno vi sono i cosiddetti bookies, ovvero alcuni sportelli dove il tifoso può scommettere sul risultato esatto o sui vari marcatori della partita, il resto, fiumi e fiumi di birra consumati però con assoluta civiltà e tassativamente non sulle tribune.
Il prato del St Mary’s è perfetto e la visuale dal mio posto, proprio al centro del campo, altrettanto ottima.

I Saints affrontavano il Barnsley, formazione che naviga tranquilla a metà classifica senza più niente da chiedere al campionato.
Match, quindi, sulla carta facile ma iniziato non bene perché nei primi trentacinque minuti il Southampton ha giocato molto male, schierato col suo 4-2-4 ma con Do prado e Lallana, gli esterni offensivi, che lasciavano troppo spazio alle ripartenze avversarie.
A dieci minuti dalla fine del primo tempo, però, Rickie Lambert, già ventuno gol in questa stagione, offre di sponda una palla d’oro ad Adam Lallana che con un preciso tocco buca il portiere avversario.
Nella ripresa è invece un monologo biancorosso, gran calcio fatto di tocchi di prima e verticalizzazioni veloci, ed è proprio sugli sviluppi di una di queste verticalizzazioni che il giapponese Lee sfugge al controllo del suo avversario e mette un assist al bacio ancora per Lallana. 2-0 e match finito.
Adam Lallana è in lizza per il premio di calciatore dell’anno in Championship e c’è da scommetterci, se non dovesse salire in Premier con i Saints, quest’estate si farà fatica a trattenerlo dato che è nelle mire di moltissimi club di Premiership.

Dietro il West Ham, come la Juve, pareggia un po’ troppo ma corre come un treno il Reading autore di otto vittorie nelle ultime otto partite giocate ma che a breve dovrà venire al St Mary’s a giocare, lì, probabilmente, si deciderà il campionato.

Giornata fantastica comunque a Southampton, 25000 spettatori, trovatemi quante squadre italiane di serie A contano su così tanti paganti oltretutto per un match non di cartello.
Magie del calcio inglese.

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