Parole a vanvera...
E’ uso comune considerare i proverbi come la saggezza dei popoli, perché con simili parole, magari in rima o metrica perfetta, si esprime in forma condensata un sentire diffuso, un modo di pensare e di agire tipico di un tempo, di un luogo, di una comunità o di una cultura.

Chi più chi meno, in qualche momento della nostra vita, li abbiamo utilizzati...ascoltati...letti...a volte apprezzandone l’acume e la lampante ovvia semplicità e ritrovandoci, altre volte sentendone l’inadeguatezza,  rifiutandone le parole espresse che possono cozzare col buonsenso, se usate malamente.

E chiunque segua quotidianamente il calcio e/o frequenti regolarmente gli stadi ne ha la riprova…parole prese  in prestito  che allargano la fantasia in un estremo e goliardico dire…per generare sfottò da tifoso, il più delle volte che facciano sorridere a prescindere, per un ludico passionale ardire.

Quando, però, lo stile decade e la goliardia sfocia nel cattivo gusto, trasformando il semplice sfottò in un’aberrante presa in giro degli accadimenti personali di una vita, il sorriso si spegne e monta la rabbia, perché nessuna voglia di rivincita, nessuna sana passione…seppur travolgente…giustifica il compiacersi delle disgrazie altrui, soprattutto se serie e compromissorie per la vita vera.

Eppure domenica sera…Stadio S. Siro…derby di Milano…la partita più sentita in assoluto…in uno stadio gremito di gente, ovviamente di diversa fede calcistica, con colori opposti a far da colorata cornice…nella solita normale seppur accesa rivalità…tutto ciò è successo.

Uno striscione che non fa onore a nessun sentire, che esprime un modo di pensare distorto, senza tempo e senza luogo, dimostrando che una certa comunità non possiede cultura…soprattutto calcistica…a nessuna latitudine di squadra e società (volutamente minuscola anche nell’iniziale).

Gattuso e Cassano…due eroi moderni…due cavalli di razza costretti al palo da accadimenti che nulla centrano con muscoli affaticati…distorsioni…stiramenti e quant’altro…un destino dispettoso e un po’ canaglia li ha presi di mira e giocoforza li ha frenati nella loro attività lavorativa, che la posta in palio è troppo alta…stavolta il loro trofeo è stata la vita stessa…riprendersela appieno con tutta la serenità possibile. Sono i nostri campioni, ma soprattutto sono uomini…con una famiglia che trepida come e forse più di loro stessi. Personaggi non comuni, ognuno per le proprie caratteristiche caratteriali…simpaticamente un po’ sopra le righe…e forse per questo presi di mira dagli idioti a strisce nerazzurre.

Eppure nessuna parola di condanna da parte dei benpensanti che non ci hanno pensato su più di tanto a condannare Ambrosini per quel famoso striscione…lo scudetto mettilo  nel culo…che il nostro capitano incautamente ha ricevuto da un tifoso…anzi…ci campano ancora oggi i nostri detrattori.

GATTUSO e CASSANO…occhio non vede….cuore non duole…

Mi permetto di citare il nostro amico Mauro Suma per commentare…
Gattuso, con un occhio solo, vede meglio di loro…
Cassano, operato al cuore, perché un cuore ce l’ha a differenza loro
E aggiungo a proposito…si può restare ciechi anche con gli occhi bene aperti ed essere morti col cuore che batte…luce spenta e senza calore…forse è per questo che il cervello risulta scollegato.
Eppure anche loro…Nwankwo Kanu…giovane ragazzo di colore col suo “cuore matto” che ne ha compromesso la promettente carriera…indossava la maglia nerazzurra…eppure c’era solo rammarico per lui…nessuna idiota soddisfazione avversa…ma si sa…è lo Stile Milan ad essere orgogliosamente diverso…e  per restare in tema…la classe non è acqua

Proverbio...saggezza di popolo?
da domenica...anche idiozia da prescritto!
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