SETTIMANA PRE-DERBY
E siamo arrivati nella settimana che porta al derby.
Dall'incontro di Pechino del 6 agosto scorso saranno passati 159 giorni, 2 allenatori e 8 punti di distanza. Come ci arriviamo?

L'Inter sabato sera ha vinto 5-0, è vero, ma sinceramente parlando l'impressione che ho tratto vedendo la partita in TV era quella di un incontro segnato sin dall'inizio, tra una squadra vogliosa comunque di rimontare i punti di distacco in classifica ed un'altra bellina, a modino, perfettina ma tanto, tanto, veramente tanto leggera e superficiale, cosa peraltro già notata in diverse altre occasioni: una linea difensiva di carta velina contro dei bucanieri stanchi, scassati ed un pochino sfigati anche, ma più forti e comunque con molta più voglia.
Eppure, nonostante tutto, sull'1-0 ed anche sul 2-0 ci sono state  limpide occasioni per gli ospiti, con l'uomo solo davanti alla porta, e lo stesso autogol di capitan Zanetti, peraltro ininfluente visto il fuorigioco dell'attaccante scudocrociato (una volta si diceva così, si dice ancora...?), mi è parso esemplificativo di un equilibrio di squadra sempre comunque assai precario. Non darei quindi a quel 5-0 più importanza di quello che merita, tanto più dopo aver visto il modo con cui abbiamo bellamente superato sul suo campo l'ostica Atalanta del capocannoniere Denis: un terreno tutt'altro che facile, nel quale non hanno vinto né l'Inter né il Napoli e che la Juve deve ancora affrontare.
Non date retta alla solita marea belante di chi dice che il rigore segnato poi da Ibra non c'era: per una volta che Pato combatte sul serio in area di rigore, spalle alla porta, prende posizione e si fa FALCIARE da dietro dal pur valido Manfredini, che tutto fa fuorché toccare il pallone, volontariamente o meno non conta perché è questione che attiene solo ai falli di mano, vogliamo veramente sostenere che non c'era rigore?
Francamente è difficile vedere rigori più netti di questo. In questa e nella prossima vita.

A proposito di Pato... Ma porca paletta, anche ieri ha fatto ottenere un rigore, ha preso di testa un palo ciclonico di pura sfiga, non certo per errore, ha fatto sentire la sua presenza certo più di altre volte (l'azione del rigore subito ne è prova lampante, perché nata non col solito scatto di pura potenza istintiva, ma andandosi a prendere la palla in piena area, con forza, con volontà, con testa, tra avversari e compagni), eppure...Eppure appena è entrato Robinho, sarà magari stato un caso perché l'Atalanta ormai era stanca e sfiduciata, gli attacchi della Dea si sono spenti quasi del tutto, il nostro pressing partiva sin dai loro sedici metri e i risultati si sono visti sin da subito, tanto che si può dire che da quel momento in poi la partita sia realmente finita ed il secondo gol dell'applicatissimo Boateng sia sorto come un frutto maturo, per quanto probabilmente esagerato rispetto ai meriti della pur validissima avversaria.

Abbiamo ottenuto il risultato con un centrocampo rivoluzionato a causa delle assenze, vuoi per motivi fisici (Aquilani, Gattuso, Seedorf, Flamini), vuoi per squalifica (Ambrosini), senza Abate e Nesta in difesa, senza Cassano in attacco: sono otto giocatori che in qualsiasi altra squadra sarebbero titolari e farebbero la differenza, e la cui assenza rende ancora più di pregio la vittoria rossonera, ma sembra che questo sia un argomento che non attrae lo schieramento massmediatico che preferisce illazionare sul rigore di oggi, lanciarsi in moralismi francamente ridicoli per l'eventuale acquisto di Tevez (che pure non ci sono se di mezzo c'è qualcun altro), magari tifare più o meno scopertamente per la Juve, per il Napoli e soprattutto per l'Inter (simpatico anche ieri sentire il buon Bergomi dire che se l'Atalanta oggi...e se magari l'Inter domenica prossima...Mi ricorda quello che avevo sentito dire tempo fa da un altro commentatore interista: “E' certo che se Messi andasse via dal Barcellona verrebbe all'Inter...”Come no, anch'io vi confesso che Monica Bellucci se non fosse sposata a Vincent Cassel verrebbe da me...)

Freghiamocene, amici, e pensiamo a ciò che di bello ci ha detto questa giornata: la conferma ad altissimi livelli di Ibra e di T. Silva, ormai disarmante per come annulla regolarmente gli avversari, l'ottima prestazione di Mexes e di Marc Van Bommel, la solida presenza di Nocerino e Boateng, pur in un ruolo che non sente veramente suo, l'incoraggiante partita di Emanuelson, già intravisto in forma con il PSG. Di Robinho ho già detto. Il solo Zambrotta mi è parso leggermente in difficoltà.
Come al solito, la parola definitiva la darà il campo domenica sera ma...
Tranquilli, siamo pronti...
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