Un'unica certezza
di Guglielmo Mastroianni
E adesso cosa succede?
Moratti fa sul serio, offre non-ho-capito-bene quanti milioni per Tevez.

Se ne dovrebbero preoccupare in tanti, visto che in questi mesi, Carlitos, è stato prima della Juve, poi del Psg, quindi del Milan.
Adesso, invece, va all'Inter, perchè l'offerta nerazzurra è stata accettata prima ancora di essere presentata ufficialmente.
Roba da paragnosta.

E' presumibile che nel famoso incontro del 5 gennaio, Branca abbia chiesto agli sceicchi (che nelle stesse ore parlavano in conference call con Galliani, Tevez e Kia direttamente da Rio: a sto punto sarebbe anche utile capire chi ha parlato con chi...) quanto avrebbero voluto per lasciare andare l'Apache.
Qui è il nodo di tutto.
Perchè, in teoria, il City avrebbe dovuto rispondere: "vede sig.Branca, il Psg ci ha offerto 35 mln. Ma a lei, visto che è bello e simpatico, e poi quella sua erre moscia ci fa impazzire, faremo uno sconto e ci accontenteremo di 10 mln in meno."  

Per carità, non voglio banalizzare quanto stia accadendo in queste ore, me ne guarderei bene.
Mi limito a guardare lucidamente i fatti.

I fatti dicono che il Milan ha un accordo abbastanza solido col procuratore e col giocatore.
Che l'Inter "avrebbe" l'accordo invece col City. Quel condizionale è d'obbligo.
Quasi come il riscatto, che prima era un diritto.  Perchè non si hanno voci ufficiali da parte inglese sull'offerta dell'Inter.
Così come non si è avuta ancora, ma è attesa per oggi, la risposta all'offerta del Milan, definita "fantasiosa" dallo stesso Galliani.

Allo stato attuale, l'unica certezza è che il Milan è già d'accordo con Tevez.
E che, come confermato anche da Gattuso, Tevez vuole solo il Milan.
E' su questo punto che si basano le convinzioni ottimistiche di via Turati sul buon esito della trattativa.

Per carità, finchè non ci sono le firme, nulla è ufficiale.
Ma la storia del mercato insegna che, in situazioni come questa, è la volontà del giocatore a fare la differenza.
La storia è piena di precedenti: da Ibra, a Ronaldinho, a Kakà, allo stesso Gilardino.
Tutti esempi in cui la decisione del calciatore ha prevalso sulla migliore offerta pervenuta al club di appartenenza.

E' chiaro che l'offensiva di Moratti crei disturbo e disagio.
Non fosse altro perchè costringerà Galliani a modificare cifre e modalità dell'offerta.
Ma resto fermo su una convinzione: avessimo giocato il derby ad ottobre, non ci troveremmo ora in questa situazione
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