del 08-03-2012

Benvenuti in questa nuova rubrica che ha come obiettivo quello di comprendere al meglio la situazione infortunati della nostra squadra, i relativi tempi di recupero e, nel caso si presenti l’evenienza, spiegare in modo comprensibile le varie tecniche diagnostiche, terapie, interventi a qui si sottopongo i nostri ragazzi.

Dato che è il primo appuntamento inizierei parlando dei lungo degenti ovvero Antonio Cassano e Gennaro Gattuso.

Fantantonio per fortuna è sulla via della completa guarigione, ed è notizia di questi giorni,la ripresa degli allenamenti con il pallone, un ottimo segnale soprattutto per un calciatore.
Tutti ricorderanno che al ritorno della trasferta di Roma, Cassano ha accusato inizialmente afasia (difficoltà a parlare) e successivamente uno svenimento. Dopo gli accertamenti del caso, una risonanza magnetica ed una visita neurologica gli venne diagnosticato un Attacco Ischemico Transitorio ( T.I.A), ovvero un disturbo temporaneo di irrorazione sanguigna ad una parte limitata dell encefalo; tale disturbo si manifesta con un deficit neurologico che permane, per definizione, per un periodo inferiore alle 24 ore: se i sintomi persistono per un tempo maggiore si parla di ictus. Questa interruzione può esser causata da un embolo ( un piccolo coagulo) che occlude un vaso arterioso cerebrale oppure dal restringimento (stenosi) di grossi vasi. Si è andato a ricercare la possibile causa di questo T.I.A è si trovato l’ormai “famoso”  forame ovale pervio cardiaco interatriale, un difetto cardiaco che ha un’origine congenita e che è tranquillamente operabile, senza comportare alcun rischio significativo per il paziente.  Per capire cosa sia dobbiamo avere presente la struttura essenziale di un cuore umano

cuore

Come si vede chiaramente nell’immagine, il cuore è costituito da due atri e da due ventricoli. Durante la vita intrauterina (cioè nel periodo di gestazione) , i due atri comunicano tra loro attraverso un’apertura chiamata forame ovale. In questa fase, il cuore funziona ma i polmoni ancora no. Il sangue arriva nell’atrio destro e passa in quello sinistro senza attraversare il circolo polmonare. Alla nascita questa apertura si chiude e con essa la comunicazione tra i due atri. A volte succede però che il forame non si chiuda, e questo può comportare problematiche cardiache simili a quella subita da Cassano.
Quando si verifica una trombosi di una vena della gamba, per esempio in seguito a un colpo, si forma un microembolo che può raggiungere il cuore. Normalmente questi microemboli (dei granellini di sangue coagulato) passano dal ventricolo destro al polmone, che funge da filtro. Ma se c’è comunicazione tra i due atri può succedere che microemboli passino dall’atrio destro a quello sinistro, attraverso il forame ovale. A questo punto, gli emboli dall’atrio sinistro passano al ventricolo sinistro e successivamente, attraverso l’aorta, vengono pompati in tutto il corpo.
Se uno di questi microemboli arrivasse al cervello potrebbe portare a chiudere un microvaso e dare luogo a un’ ischemia, che può essere transitoria o permanente.
Si è optato quindi per un piccolo intervento chirurgico per correggere il difetto congenito: si tratta sostanzialmente di tappare la fessura tra i due atri

corpo

Per Gattuso invece si è verificato un “infortunio” che non ha nulla a che fare con la sua attività di sportivo. Rino accusava già un fastidioso problema di vista, la diplopia, ovvero vedeva doppio. Lo scontro con il compagno Sandro Nesta ha solo esacerbato il problema, ed ha permesso di diagnosticare una paralisi del sesto nervo cranico. (evidenziato in foto). I nervi, tra le loro molteplici funzioni, hanno anche quella di controllo della muscolatura ed il VI nervo cranico, insieme ad altri 2, controlla la muscolatura dell occhio. Una lesione o una paralisi di questo  nervo comportano sia il difetto estetico  (strabismo mediale, ben visibile in Rino) sia quello funzionale ( la diplopia). Si tratta di un problema molto serio, e se ricordate si parlava, senza esagerazioni, di carriera finita. Questo perchè, nelle persone che hanno subito un trauma, può accadere che un nervo venga reciso o si paralizzi del tutto. In questi casi, purtroppo, la visione binoculare normale non viene più recuperata.
Non ci è dovuto sapere, purtroppo, le terapie a cui si è sottoposto Rino, dettagli coperti dal rispetto verso la persona oltre che dalla legge per la privacy, ma teoricamente la prassi è eseguire  un intervento chirurgico correttivo o in alternativa la semplice occlusione di un occhio, o ancora l'iniezione di tossina botulinica a scopo curativo. Questa tossina causa una paralisi muscolare e quindi, iniettata in zone stabilite, potrebbe andare a compensare la paralisi dei muscoli oculari dovuta alla lesione del VI Nervo Cranico.

Ed ora passiamo ad Alberto Aquilani, altro rebus per i tifosi milanisti. Inizialmente per luì si parlo di una distorsione alla caviglia, ovvero una comune “storta”, ma successivamente si parlò di un errore di valutazione e gli fu diagnosticata una “sindrome da conflitto anteriore” alla caviglia grazie anche al consulto con con il Prof. Van Dijk, luminare ortopedico,  che in passato aveva operato la caviglia destra del calciatore e si e' optato per un programma terapeutico conservativo per circa un mese.  La Sindrome da Conflitto anteriore consiste in una limitazione funzionale articolare che si manifesta come effetto di un conflitto meccanico (attrito) fra le strutture ossee e/o fibrose della caviglia. Il conflitto fibroso è la conseguenza di traumi articolari o capsulolegamentosi (distorsioni), che producono una "cicatrice biologica” esuberante, un esubero di tessuto cicatriziale che sfrega contro un osso; il conflitto osseo invece si manifesta quando un sovraccarico articolare ripetuto crea un’aborme sporgenza del profilo osseo anteriore cioè uno spostamento in avanti dell’osso, che va a toccare altre ossa. Per Alberto si è profilato un periodo di recupero con esercizi di  fisioterapia specifici

muscolo

Altro giocatore fuori da qualche tempo è lo sfortunato Alexander Merkel che dopo poche prestazioni con la nostra maglia ha “rimediato” una poco piacevole distorsione al ginocchio sinistro.
Per spiegare la distorsione al ginocchio è importante sapere che il nostro ginocchio riesce a svolgere le sue funzioni grazie alla muscolatura e a quattro principali legamenti: legamento crociato anteriore (LCA), legamento crociato posteriore (LCP), legamento collaterale mediale o interno (LCM) e legamento collaterale laterale o esterno (LCL). Diagnosticare una distorsione significa che uno o più legamenti di questa articolazione si sono lesionati in seguito ad un trauma o ad un movimento brusco; se la lesione è totale si parla però di rottura dei legamenti. In genere quando subiamo una distorsione il legamento o i legamenti interessati vengono sollecitati pesantemente ma solo alcune delle fibre che li compongono vengono lesionate. Le distorsioni al ginocchio possono essere causate da un movimento errato e brusco o da un forte trauma, come un contrasto di gioco. I legamenti sono tanto più suscettibili alle lesioni quanto più rapidamente viene applicata loro una forza. Solitamente le distorsioni al ginocchio sono curate con un trattamento conservativo senza ricorrere all'intervento chirurgico che si rende necessario soltanto nel caso sia presente una forte instabilità articolare. Il programma di riabilitazione standard prevede il rinforzo della muscolatura della regione anteriore della coscia (quadricipite): il potenziamento di questi muscoli contribuirà a stabilizzare maggiormente l'articolazione riducendo il rischio di nuove distorsioni.

Ed ora parliamo dei problemi muscolari, che di certo non mancano in casa Milan. Clarence Seedorf durante la sfida casalinga contro l’Arsenal è stato vittima di uno stiramento ( o elongazione muscolare)  al bicipite femorale della coscia destra, un muscolo presente nella parte posteriore della coscia. Lo Stiramento è una lesione  2 ( i livelli vanno da 1, contrattura, a 3 la distrazione muscolare o strappo): lo stiramento non può essere quindi considerato un infortunio particolarmente grave tant'è che ecograficamente non è rilevabile, ma una sua scorretta gestione può causare diversi problemi.
Lo stiramento causa un'alterazione del tono del muscolo ed è provocato da un allungamento eccessivo delle fibre dello stesso. In seguito ad esso, Seedorf ha osservato un periodo di riposo assoluto con utilizzo di farmaci antinfiammatori e, a discapito del pensiero comune, in questa prima fase non viene effettuato nessun intervento fisioterapico nè massaggi.

La stessa diagnosi e lo stesso discorso valgono anche per il nostro Sandro Nesta alla prese con lo stesso problema, allo stesso muscolo

Difficile invece spiegare il lieve infortunio di Maxi Lopez, dato che viene definito fastidio o problema e non è stato emesso nessun bollettino. Dati i tempi di recupero si può ipotizzare per Maxi  una contrattura al muscolo del polpaccio ovvero un lieve prestiramento del muscolo e successivo indurimento. Ciò può esser dovuto da un movimento anomalo e da un sovraccarico del muscolo che, raggiunto il limite, attua un meccanismo di difesa che porta quest’ultimo a contrarsi diventando doloroso e quindi impedendo ulteriori movimenti che porterebbero alla rottura dei fasci muscolari. L’unica terapia efficace in questi casi è una fase iniziale di riposo con una ripresa graduale degli allenamenti ma è un infortunio che si risolve in circa 10 giorni.

Un altro, ormai ex infortunato (per fortuna!) , è Kevin Prince Boateng che ha subìto inizialmente una lesione ai flessori della coscia sinistra; i flessori sono un gruppo di muscoli (retto femorale, ileopsoas, sartorio, pettineo) che permettono il sollevamento dell'arto in avanti. La lesione ad uno di questi muscoli consiste, spesso ma non sempre,  in quello che volgarmente viene chiamato “strappo” ed è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (o quando il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo (mancato riscaldamento).
In relazione al numero di fibre coinvolte (in un muscolo sono presenti diverse migliaia di fibre) gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità composta da tre stadi. Da notare che a seguito di una lesione di questa entità il processo di riparazione avviene esclusivamente con la formazione di un nuovo tessuto cicatriziale meno elastico, meno contrattile e anche meno resistente di quello muscolare. Successivamente il Boa ha accusato un risentimento muscolare, ovvero lo sforzo eccessivo nella gara contro l’Arsenal, in concomitanza probabilmente con una non completa guarigione della lesione, ha causato un riacutizzarsi del dolore e quindi si è reso necessario porre un periodo di stop al giocatore.?

Passiamo ad uno dei più grandi enigmi diagnostici dei nostri tempi, Pato. Questo calciatore mi crea parecchi grattacapi, perchè è veramente inspiegabile la quantità infinita di infortuni che questo ragazzo sta subendo. Ma non è mia intenzione approfondire la vicenda Pato, anche perchè non si possiedono abbastanza notizie a riguardo. Quel che attualmente sta tenendo ai Box per un mese il Papero rossonero è lo stesso che ha colpito Boateng ovvero una lesione muscolare, di minore entità, al bicipite femorale della coscia sinistra, il maggior muscolo posteriore della coscia. Anche per Pato si prospetta, come è stato per Boateng, un mese di stop  con una fase inizia di riposo assoluto ed una ripresa graduale degli allenamenti.

Mi sembra opportuno, a discapito del pensiero comune che aleggia nella mente dei tifosi, spezzare una lancia a favore dello staff di Milanello.
Analizzando infatti i vari infortuni si può notare che quelli a livello muscolare coinvolgono tre giocatori (Seedorf, Boateng e infine Pato. che non è di certo nuovo a questi problemi), mentre i restanti si possono ricondurre a scontri di gioco o a coincidenze sfortunate. Chiamatelo destino, chiamatela sfortuna, l’importante è che a Milanello ritorni il sereno e finalmente, una volta svuotata l’infermeria, quest’ultima non si riempia più fino a fine campionato

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