LA SVOLTA?

Abbiati, Nesta, Yepes, Van Bommel, Flamini, Aquilani, Gattuso, Muntari, Merkel, Strasser, Boateng, Ibrahimovic, Pato, Cassano sono i giocatori indisponibili ieri per le più varie ragioni, fisiche e regolamentari:14 su 33, il 42,42% dell'intera rosa ufficiale, un portiere su tre (il titolare), due difensori su 9, entrambi centrali, uno titolare, 8 centrocampisti su 14, il 57%, dei quali 3 titolari sicuri (Van Bommel, Aquilani, Boateng) e 2 quasi (Flamini e Gattuso), l'intero blocco mediano di destra out, 3 attaccanti su 7, i principali insieme con Robinho. Eliminiamo da questo catalogo i lungodegenti Cassano, Gattuso, Flamini e Yepes, la cui assenza ormai dovrebbe essere metabolizzata, togliamo Merkel e Strasser, subentrati a gennaio, il secondo tra l'altro già infortunato, non consideriamo neppure Muntari, che deve ancora materialmente arrivare a Milanello, e Van Bommel, squalificato per una sola giornata...Fanno pur sempre 6 indisponibili di peso. TUTTI titolari. E CHE titolari...

Provimo a togliere alla Juve Buffon, Barzagli, Chiellini, Pirlo, Vidal, Vucinic per un mese contemporaneamente...Aggiungiamoci per sei mesi, che so, Pepe, Giaccherini, Matri, Estigarribia... A che punto sarebbe, oggi, la Juve? Ed a che punto sarebbe il Milan senza, mi tengo basso, il 50% di tutte queste assenze?

Eppure sabato con 14 giocatori indisponibili siamo andati a vincere in rimonta sul campo, imbattuto in stagione, della terza in classifica, un campo in cui l'Udinese aveva vinto 10 incontri su 11, con un pareggio strappato alla capolista Juve quando era allo zenit e gli altri invece al nadir, in cui Di Natale aveva sempre segnato tranne appunto che con i bianconeri (e si è puntualmente ripetuto con noi, d'altronde suo tradizionale bersaglio). Abbiamo fatto schifo per 60 minuti? Assolutamente sì, non ho alcun timore di dirvi che non ho mai tanto sacramentato, urlato, offeso giocatori, allenatore, dirigenza (ed arbitro) come nel primo tempo di ieri, favorito anche dal fatto che per una volta vedevo la partita da solo, a casa mia, praticamente isolato a causa della neve che scendeva copiosa e con la saggezza silenziosa della sua lattea coltre probabilmente mi suggeriva di essere più paziente, di imprecare di meno, di avere più fiducia... Non ce la facevo, sinceramente, proprio era più forte di me: un primo tempo da anime in pena, vedevo il solo immenso Ambro combattere, salvavo anche il piccolo Faraone che si sbatteva con coraggio nella nullità del gioco rossonero, tra mille errori di posizione, passaggi sbagliati, corse a vuoto (di quei pochi che correvano), ed infine apprezzavo l'umile Mesbah, che con la corsa e l'applicazione suppliva alle sue manchevolezze tecniche e di personalità.

Clarence Seedorf, il GRANDISSIMO Clarence Seedorf non mi dimenticherò mai di dirlo, era tuttavia irritante nella sua apatia, Abate combatteva con Armero ma veniva regolarmente esondato dalle sue scorribande, Robinho vagava come in cerca del Sacro Graal senza mai trovarlo, mentre Emanuelson, povero, si arrabattava da una parte e dall'altra per cercare di dare un filo logico alla sua prestazione e lo stesso Nocerino non sembrava nella sua versione migliore...La difesa tutto sommato reggeva, ma certo T. Silva, dobbiamo dirlo per onestà, non è che stia attraversando uno dei suoi momenti migliori, e Mexes faceva il suo senza infamia e senza lode: fatto sta che ad un certo punto Di Natale, alla prima palla toccata, si inventava il solito, mortifero tiro contro di noi, per di più spizzato da T. Silva giusto per toglierci ogni illusione, al culmine di una vera e propria azione da play station che certo non ha contribuito a migliorare il mio già precario rapporto con i Santi e Nostro Signore...

Nell'intervallo i miei pensieri viravano in direzioni assai diverse, verso Seedorf, verso Robinho, verso Emanuelson, ma col mio amico A51 discettavo vigorosamente partendo da un assunto inderogabile: “Allegri è un pirla!” Ci tengo a dirlo, ho sempre appoggiato l'allenatore, le assenze sono un dato di fatto, colpiscono ogni settore ma sembrano fatte apposta per eliminare chirurgicamente tutti i nostri titolari e nel loro momento migliore, tuttavia speravo quest'anno in uno scatto rispetto all'anno scorso, in personalità, coraggio, spettacolarità, scatto che non vedo e che si esemplifica soprattutto in due principali difetti: la sua poca versatilità tattica, che lo porta a stravolgere i ruoli dei singoli piuttosto che a cambiare modulo di gioco, e la timidezza nell'apportare i necessari cambi in corso di partita, sia nella tempistica che nella scelta dei giocatori. In poche parole: troppa attenzione agli equilibri e poco coraggio, quello che sostanzialmente gli rimprovera il suo mentore Galeone.

I miei peggiori incubi sembravano materializzarsi all'inizio del secondo tempo, quando dagli spogliatoi uscivano esattamente gli stessi giocatori di prima: la squadra sembrava più viva, certo, con ben altra voglia di combattere, ma la mancanza di una prima punta continuava ad essere palese (“Metti Inzaghi, metti Maxi Lopez, metti qualcun altro, MA METTILO!!!”) Dopo il brutto infortunio di Isla (auguri), il tanto invocato cambio avveniva, come al solito un po' in ritardo, a una ventina di minuti dalla fine: ad uscire però non era l'orrido Seedorf di ieri ma il ben più sostanzioso Nocerino, e giù altre imprecazioni... Entrava Maxi Lopez, per i più oggetto misterioso, pallido succedaneo del mai arrivato Carlitos Tevez (“Ahhhhh...Carlitos Carlitos”) e finalmente d'improvviso abbiamo scoperto che c'era vita nell'area avversaria.

L'argentino tocca palla non più di quattro o cinque volte, eppure fa sempre la cosa giusta, che sia un appoggio, una sponda, un tocco in profondità, fino a quando si trova al posto giusto e nel momento giusto per ribadire in rete una palletta del Faraoncino sfuggita al pur bravo Handanovic; non soddisfatto di questo, cinque minuti dopo sfugge al fuorigioco avversario, si lancia in avanti e suggerisce un tocco al veleno per El Shaarawy, lesto a mettere in rete dopo un movimento bellissimo per tagliar fuori Benatia.

Poi è stata solo sofferenza, una lunghissima, terrificante sofferenza (persino Allegri urlava e non si limitava ad assistere silente come in precedenza), con Amelia tra i protagonisti, come già era stato a metà del secondo tempo, quando il risultato ancora ci puniva: il fischio finale dell'arbitro è stato una vera e propria liberazione ed è giunto a sigillare una partita che abbiamo vinto francamente in modo immeritato, fors'anche fortunoso ma del tutto legittimo, non differentemente certo da altre partite che ci hanno visti invece uscire sconfitti senza motivo tecnico (ogni riferimento alle sconfitte con Lazio e Inter è del tutto voluto) o comunque inspiegabilmente non vittoriosi (il pareggio di Firenze, quello di Bologna, lo stesso pareggio all'andata con l'Udinese).

Ora dobbiamo MERITARCI il risultato di sabato, fortunoso o meno che sia stato: mercoledì con l'Arsenal torneranno disponibili Abbiati, Nesta, Van Bommel, Pato e Boateng, domenica per il Cesena ci saranno anche Muntari e forse Flamini, è comunque prossimo il rientro di Aquilani e con la Juve si spera di riavere Ibra. In più, finalmente si dovrebbero vedere i frutti di Dubai. Se i segnali che colgo sono giusti, ieri in un colpo solo, oltre ad avere per la prima volta superato in classifica la Juve portandoci virtualmente al primo posto, abbiamo scavallato il vertice della sfiga: anche se i bianconeri devono recuperare ben due partite ora sono COSTRETTI ad inseguire ed hanno l'OBBLIGO di fare risultato pieno, una situazione psicologica, oltre che tecnico-tattica, completamente differente da quella che Conte e i suoi stavano già cominciando a pregustare verso le 7 e mezzo di sabato sera. Ed anche per loro il calendario si fa all'improvviso ostico.

Ci vorrà ancora tanto sangue, sudore e lacrime, non dovremo mollare mai la presa, né dare tutto per scontato ma... Può essere la svolta. Spero che Allegri e i suoi se ne rendano conto.

P.S. Caracciolo uno di noi!

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