PECCATO. MA IL DANNO E' (ANCORA) MINIMO
Scrivo a dieci minuti dalla fine del derby.
Sono insolitamente calmo per quelle che sono le mie normali abitudini in simili circostanze.
Forse dipende dal fatto che la Juve ha pareggiato in casa col Cagliari, dopo essere andata in vantaggio, forse dipende dalla sconfitta a Genova dell'Udinese, forse dipende dalla stessa vittoria della Lazio, che ora va in rotta di collisione diretta con i nostri avversari di oggi...
Insomma, il danno tutto sommato è e resta minimo, l'Inter ci ha legittimamente battuti con una prestazione da autentica provinciale, tutti dietro a far legna ed a tentare vaghe ripartenze, nella speranza di un colpo fortunato, di un rimpallo, di un errore, di una scivolata...
E' andata proprio così, ed anzi è significativo a mio modo di vedere che il gol dell'Inter sia nato da un contrasto/errore di Van Bommel sulla metà campo nerazzurra, forse il migliore dei nostri, e dall'unico, vero errore di Abate, che ha sbagliato il tempo ed è anche in parte scivolato sul lancio diretto a Milito, su cui l'ex genoano non ha perdonato.

Posso recriminare su questo, per il resto la partita sarebbe potuta terminare solo 0-0, a meno che un colpo di genio di Ibra, invero piuttosto spento oggi, o di Boateng, sacrificato in un ruolo che evidentemente non sente suo sino in fondo,  cambiassero le cose all'improvviso.
Nel conto metto anche il gol annullato a Thiago Motta, probabilmente valido, che perde così ogni connotato di ingiustizia agli occhi degli onestoni, che non potranno così farsene vanto nel corso della stagione.

Un 2-0 sarebbe stato francamente troppo, anche alla luce della traversa di Van Bommel (sfortunello il ragazzo, con l'Inter), mentre l'1-0 a questo punto è comunque eccessivo ma pienamente legittimo, un 1-0 come tanti che nulla dà e nulla toglie né a noi né all'Inter, che per scelta non si è quasi allenata subito dopo le feste per partire subito forte, al contrario del Milan che ha invece deciso di fare una preparazione al caldo di Dubai impostata sul lungo periodo e che quindi giocoforza paghiamo oggi. A lungo andare, sono convinto, le cose torneranno al loro giusto, naturale posto.
Tutto bene, quindi?
Be', non esageriamo.

La partita ha detto diverse cose che la dirigenza credo terrà nel debito conto, sia per il campionato che per il proseguo eventuale nella massima competizione continentale.
Innanzi tutto oggi è parsa palese la mancanza di un vero cervello di centrocampo, in mancanza di Aquilani e con Seedorf ormai drammaticamente giù di forma. E' vero che era reduce da qualche linea di febbre, ma in dieci minuti o poco più in cui ha giocato il grande Clarence ha tirato fuori dal cilindro un tiro dalla sua distanza preferita, appena entrato, costringendo l'ottimo Julio Cesar ad una grande parata, ma per il resto ha sbagliato TUTTO, ma proprio TUTTO: controlli di palla, passaggi, posizioni in campo, scelte di gioco, atteggiamento in campo...

Con una squadra così ordinata ed umile tatticamente come l'Inter di oggi occorreva un gioco ragionato e veloce, ma al contempo fantasioso e vario, e purtroppo Emanuelson di fatto svolge il suo compitino e basta, oltre ad avere il drammatico vizio di farsi stoppare i cross già in partenza...
A questo punto bisognava risolvere la partita di forza, ma Boateng spostato in mediana, per quanto applicato e diligente, perde drammaticamente almeno un 40% di efficacia e di forza,e non garantisce più quegli inserimenti offensivi che sono ormai la cifra stilistica del gioco di Allegri.
Lo stesso Nocerino, pur schierato a sinistra, sembra più bloccato rispetto a quando in mediana gioca Aquilani, con cui ha sviluppato evidentemente un'intesa naturale: l'ho notato con l'Atalanta, a maggior ragione l'ho visto oggi.

Pato per me non ha giocato male, l'ho visto più cattivo del solito, più rinvigorito e forse sollevato per le vicende accadute in settimana, tuttavia in effetti ha fatto di più El Shaarawy in quei sette, otto minuti in cui è entrato che lui nei precedenti ottandadue, ottantatrè.

Ad essere mancato abbastanza clamorosamente a mio avviso è stato soprattutto Ibra: certo, Samuel e Lucio sono due marcantoni che possono tenergli testa, ad entrambi nel primo tempo sono state evitate un'ammonizione a testa che probabilmente ci stavano e ne avrebbero grandemente sopito i bollenti spiriti, ma certo oggi il buon vecchio Zlatan ha sofferto le pene dell'inferno, e forse la botta subita ieri negli ultimi 5 minuti della partitella a San Siro ha almeno in parte influito...Ci sta, non mi sento di fargliene una colpa, affatto, e comunque non è ceto stata per colpa sua eslcusiva che abbiamo perso oggi. Fatto sta che, mancando l'apporto solito dello svedese, il nostro attacco fa una fatica boia a colpire, soprattutto con le difese così chiuse delle provinciali (non me ne vogliano gli interisti, ma oggi GIUSTAMENTE hanno inteso giocarsi la partita in questo modo), e stavolta anche Robinho non è parso il giocatore dei suoi giorni migliori.

Infine, Zambrotta: ho ENORME rispetto per questo calciatore, ma ormai da tempo sembra l'ombra di sé stesso. Non incide più in attacco ed anche in difesa spesso si fa cogliere in difficoltà. A questo punto, e mai l'avrei pensato, meglio affidarsi a Bonera che mi sembra quanto meno più pronto fisicamente.

Forse ha sbagliato anche Allegri nell'allestire la formazione iniziale, ma alla luce dei problemi emersi meglio sospendere il giudizio: Ibra come ho detto non era in formissima ma è imprescindibile, Pato è giusto che abbia giocato sin dall'inizio (nonostante il parere dell'ineffabile Massimo Mauro, che si domandava se non fosse un grave errore metterlo subito in formazione dopo le sue parole polemiche verso Allegri: avrei voluto vedere cosa avrebbe detto se così non fosse stato), Robinho d'altronde non ha dimostrato di avere chissà quale sprint e Boateng doveva essere impiegato in mediana, stante l'assenza di Aquilani (e Gattuso).
Certo, Emanuelson trequartista è per me un mistero gaudioso, per me Ema resta un Evani meno duttile, meno applicato tatticamente, meno forte fisicamente e di testa, ma ad un certo punto è diritto dell'allenatore quello di fare le sue scelte e magari di sbagliare,
Ma non troppo però.

I rimedi? Be', lo stesso Mauro Suma ha fatto capire chiaramente che sono in entrata nuovi interpreti a centrocampo: i nomi sono i soliti, il leccese Mesbah, probabilmente Merkel (sembra che Preziosi si sia sbilanciato oggi in tal senso), forse Montolivo ( a tutt'oggi dato pressoché per certo a giugno però), magari qualche nome a sorpresa...E De Rossi ancora ufficialmente non ha rinnovato.
Ed in attacco? Be', io continuo a credere fortissimamente all'arrivo di Tevez, un uomo brutto, sgraziato, indisponente come pochi ma capace di segnare quasi con la stessa frequenza di Pato, ma con ben altra tigna in campo, e che corre come Robinho, ma con tutt'altra freddezza sotto porta.

Max Bambara, Guglielmo Mastroianni e Massimo Reginali hanno chiaramente spiegato le vicissitudini di calcio mercato di questa settimana, che potrebbero essere anch'esse una delle cause della sconfitta di oggi, e non mi dilungherò oltre: ma al contrario di quello di oggi questo su Tevez è un derby che, credo, potremo vincere.
Se la dirigenza non è stupida.
E non lo è.

Peccato per la battuta di arresto odierna, peccato perché è avvenuta con l'Inter, peccato perché avremmo potuto lanciarci in fuga sin da ora, ma...Credo che a questo punto non sia il Milan ad aver perso un'occasione, perdere il derby ci sta, ma la Juve...
Abbiamo perso una battaglia, non la guerra.

P.S. Permettetemi un appunto personale: forse inconsciamente anche questo è un motivo per cui la sconfitta di oggi non mi tange più di tanto, ma fatemi fare un augurio a mia madre, ahimè interista sfegatata, che all'inizio della settimana che si approssima dovrà subire un delicato intervento chirurgico. Forza mamma! Sono con te
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