LA LUNA I FALO’ ….
Quando mi innamorai perdutamente di Cesare Pavese avevo poco più di 20 anni. Il treno era la mia sala di lettura ed all’epoca mi capitava di prendere delle inguaribili “cotte” per un autore e , con cattiveria, mi accanivo sui suoi testi fino a leggere l’impossibile.
Da Leopardi a  Montanelli, da Gianni Brera ad Oriana Fallaci per strade diverse e scollegate. Quando mi capitò fra le mani “La luna ed i falò”, mi sembrò di impazzire. Non solo per la romantica e moderna descizione del mondo, misto di poesia per un ritorno alle origini e la riscoperta del passato, ma in particolare per un passaggio di poche righe nelle quali Pavese invitava gli umani a guardare il mondo dalla luna, perché dall’alto tutto è più obiettivo ed utile.

Alle 22,35 di domenica 15 gennaio ho  ripensato a lui e mi è venuta voglia di immaginare  dall’alto, anche se non dalla luna, il derby di Milano finito un attimo prima.

Risultato dell’esercizio.
Per un’ora il Milan è una squadra organizzata, che si muove insieme, che si cerca fra reparti che , all’interno del campo, riesce a scambiarsi ruoli e compiti. Questo suo incedere è spesso non rapido, ma appare quasi una scelta di un centrocampo non molto tecnico che ha il primario compito di aspettare il momento giusto per innescare i suoi fuoriclasse, che sono anche gli addetti al gol, sia Ibra o Pato o Boateng. Per un’ora il Milan ha un possesso palla doppio rispetto all’ Inter ma sembra anche non preoccuparsi di tirare troppo in porta. Si specchia quasi in se stessa la squadra; siamo belli e prima o poi … zac…
L’Inter da la sensazione di sapere di essere più debole,ho contato 5 palloni rinviati in mezz’ora alla “viva il parroco”, non si cura del totale scollegamento fra reparti che fa sembrare Pazzini e Milito gli attaccanti di un’altra squadra. Coperti e poi vediamo..
Visti dalla luna per quasi un’ora sembrano 2 squadre di categorie diverse. Se non fosse che il Milan non coglie un paio di segnali premonitori. E così lascia che il fato più che il gioco costruisca un paio di palle gol per l’Inter. Senza giocare. Il Milan non si preoccupa e non contento regala un gol che nemmeno in terza categoria…
A quel punto si capisce che il Milan non è ancora la macchina dei momenti migliori, rinasce un’altra partita, se possibile ancora più brutta con qualcosa come (in totale) 38 passaggi sbagliati e non la riprende più.

C’era bisogno di andare sulla luna per vederla così ?. Forse si, se pensiamo che Gianni Mura su Repubblica descrive il derby incensando una grande e concretissima  Inter ed augurandosi il completamento della rimonta (tristi rigurgiti politici applicati al calcio) . Forse sì perché anche  A.Cerruti sulla Gazzetta esagera “nessuna squadra ha la freschezza atletica ed il gioco dell’Inter in questo momento”.
Il tempo dirà, senza comunque evitare , da parte mia,di fare ammenda non tanto sul rendimento dell’Inter che nulla aggiunge o toglie a quello che già pensavo, ma sulla gara del Milan, leziosa ed in punta di fioretto come non avrei mai pensato.
Tocca ora  ad Allegri e lui ci sa fare. Stavolta si ritrova anche la vicenda Pato con il suo padrone /tutor/Cav. che se ne sta occupando. Lavoro complicato mister. Auguri

Se intanto nel pomeriggio ci fossimo tolti lo sfizio di guardare la Juve da un osservatorio posto in cielo ci saremmo accorti di almeno 3 cose che, a chi l’ha vista dallo stadio o in tv , forse sfuggono.
1)La Juve è stanca , ha perso ritmo nei 4 giocatori che l’hanno guidata (Pirlo, Marchisio, Vidal, Pepe). La pausa a Dubai (come il  Milan .. porterà mica sfiga ?) ha peggiorato il tono.
2) Emergono vistosi limiti tecnici in almeno un paio di titolari (Bonucci e Matri) che limitano i 2 reparti in modo indisponente  ed intollerabile per una squadra che punta al titolo.    
3) Sulla scelta degli uomini d’attacco, Conte (fra l’altro lentissimo nella lettura della partita e nei cambi) si gioca molto. Borriello, Quagliarella, Matri, Del Piero, Vucinic .. una bella grana Mister e gira pure voce dell’arrivo di Palombo dal default Sampdoria. Mamma mia !

Default ?? Dio mio no, me ne torno sulla luna e da lassù, a proposito di vedere il mondo dall’alto perché si vede meglio, vi racconto cosa si vede di quello che sta accadendo su questa terra maltrattata.
Da circa 30 anni i paesi che fanno parte del  puzzle più avanzato hanno imparato una cosa: bisogna spendere, consumare. E se non bastano le risorse, fare debiti e continuare a consumare. Come dei somari al traino.
Ad un certo punto però i debiti diventano troppi e dopo un po’ di avvisaglie(12 default  di debiti sovrani e 170 di aziende quotate  in 9 anni nel mondo), nell’anno del Signore 2011 ci si accorge che la somma dei debiti su cui siamo beatamente seduti è più grande di tutto il Pil mondiale. Panico.
Una agguerrita e sapiente casta di professori (adesso li abbiamo anche noi, olèèèè) dopo avere ispirato il modello a debito (ed a perdere)degli Stati Uniti , vengono a guarirci.
Come ? Dalla luna sembrerebbe facile la risposta.

Iniziamo a spendere meno, a non emettere carta finanziaria per altri debiti, a limitare le spese inutili e soprattutto ad allargare la base che consuma, miglirando fra l’altro (cosa che non interessa a nessuno a quanto pare) la qualità della vita di masse di poveretti.
Ecco invece le scelte dell’ultimo anno dei “Pensatori”:
a) gli Stati Uniti (paese più indebitato al mondo) autorizza l’allargamento del suo debito e stampa danaro come se piovesse anziché ridurre il buco.
b) L’Europa attraverso la sua Banca Centrale , finanzia i paesi in difficoltà non per creare lavoro ed occupazione, ma perché acquistino titoli dei debiti sovrani in odore di default sul mercato. In sostanza si permettono a paesi falliti di indebitarsi ancora.
c) Adozione dei paesi emergenti del sistema capestro americano, educando privati e non a consumare senza avere soldi in tasca.”Spendete , signori.. spendete”
d) Manovre finanziarie mondiali che prendono soldi alle masse  impoverendole per sempre e risparmiano i grandi patrimoni , i potenti ricchi, le banche e le multinazionale dell’energia. Ennesima concentrazione mondiale del danaro in poche mani ed espansione della miseria.

Il premio Nobel per l’economia ha definito di recente queste politiche così:” E’ come provare a guarire un malato di etilismo con 2 litri di vino al giorno”. Fantastico. Anzi. Sarà mica che bisogna portare su in alto Monti, Sarkozy,Merkel, Obama… farli sedere e dirgli, con la loro stessa sobrietà farlocca,  “Date un’occhiata giù, coglioni…. Quando sentiremo la vostra mancanza verremo a prendervi” Cioè mai !!!

Perché poi dall’alto potremmo anche capire dove si nascondono i finti poveri (fonte Min:Tesoro: fruttivendoli, avvocati,  centri benessere, pasticcerie, panettierie, orafi, stabilimenti balneari, taxisti, ambulanti di scarpe, parrucchieri) tutti sotto i 18.000 euro all’anno, che è la media lorda di un metalmeccanico (non in cassa integrazione, quindi inesistente)
Perché poi, andando nel faceto, finalmente capiremo come fa Mazzarri ad essere il tecnico più pagato d’Italia (2.500.000 di euro) ed avere la squadra più disordinata e mal gestita del pianeta calcio Italia(con l’attacco più forte d’Italia, parole sue e siamo tutti d’accordo)

Ma po in fondo è bello guardarsi intorno da quassù. Le persone , gli avvenimenti, gli amici ed i nemici sono come una immnesa massa di luci. Insieme lanciano un soporifero bagliore e tutto  diventa un luminoso e caldissimo  falò. Perché a noi poi, diciamocelo,  piace in fondo cosi. Guardare , sorridere, mandare un “vaffa…” davanti alla tv, commuoverci e dimenticare. Come i falò quando si spengono.

Come quando si spengono vite dentro una barca per ricchi che , per la follia di un capitano peggiore di Cristiano Doni, muoiono come i poveri.
Come quando  riusciamo ad ignorare l’anima ed il  coraggio dei giovani in paesi difficili  che stanno cambiando un mondo da schiavi. E noi zitti a guardare ed a spegnere la luce.
E quanto ci scandalizziamo  prima con gli studenti in piazza, poi gli operai, poi i benzinai, poi gli edicolanti, poi i farmacisti, poi i taxisti. ..poi ..poi ..poi… Tutti sti disgraziati che disturbano il manovratore sobrio Montino perché non  vogliono morire di stenti ed in silenzio per salvare 10 banche di merda nel mondo.

Noi spegniamo la luce. Sempre perché tenerla accesa ci vuole coraggio. Ma dalla luna, dove sono venuto ad abitare stanotte, la luce non si può spegnere. Da qui si capisce meglio e  viene voglia di fare un immenso  falò del marcio che si vede e di ricominciare a volere bene alle cose belle e profumate.
Anche per riuscire a chiamare coraggio quello di chi si uccide per il fallimento della propria azienda e gli stipendi che non può più pagare (35 casi solo lo scorso anno in Italia) e non confonderli con quelli che come massimo ardore hanno passato il confine con la Svizzera a cavallo di 2 valigette piene di euro.

Grazie LUNA, grazie per avermi fatto vedere che i falò non si spegneranno mai.
E soprattutto che se mai qualcuno riuscisse a spegnerli, noi dovremo essere pronti a riaccenderli
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