11.02.12 Udinese-Milan

il POST Udinese-Milan di Marco Rizzo

udinese-milan

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Impresa! Di puro cuore, di carattere. Da grandissima squadra. Squadra che sa capire il suo momento. Sa reagire e tira fuori l’orgoglio al momento giusto. L’orgoglio di un indomito Ambrosini, ma anche la freschezza di El Shaarawy e Maxi Lopez. Meglio davvero non si poteva avere da questa gara. Vincere cosi’ da una spinta clamorosa. Vittoria di un Allegri mai visto cosi’ preso e partecipe a bordo campo, che ha provato a schierare una squadra attendista, senza successo, e che è poi riuscito a ritornare sui suoi passi e cambiare la gara con la sua sostituzione. Forse, anzi, sicuramente in ritardo. Ma va bene cosi’. Per oggi va bene cosi’.

Ora sembrano tutte rose e fiori e l’euforia della vittoria fa parlare in termini entusiastici. Ma la partita è stata complicata e mal giocata per buona parte della gara. Ma quando hai 13 assenze, le cose sembrano andarti tutte storte, l’importante è solo vincere. E l’abbiamo fatto. In casa di un Udinese mai sconfitta tra le mura amiche. Un Udinese che è una ottima squadra, ma che ha pagato a caro prezzo l’imprecisione davanti e un pizzico di presunzione di troppo. Ma andiamo con ordine.

Primo tempo decisamente sottotono per il Milan. Un Milan schierato da Allegri con il solito 4-3-1-2, mentre Guidolin mette in campo la sua Udinese con un prudentissimo 3-6-1. L’idea iniziale del Milan era quella di tener il piu’ possibile palla, per dettare i ritmi e gestire le energie, poche a dire il vero. El Shaarawy e Robinho partono molto esterni per allargare la difesa a 3 dell’Udinese e per permettere ai centrocampisti, in particolar modo Nocerino e Seedorf, di inserirsi negli spazi creati. Idea, non malvagia a dire il vero, che però naufraga dopo nemmeno un quarto d’ora. Troppi errori a livello tecnico, infatti. Troppe palle perse, e di conseguenza troppe ripartenze concesse ai friulani. E proprio da tre ripartenze arrivano le tre occasioni bianconere. Il gol, con la sfortunata deviazione di Thiago Silva, e poi due occasioni ancora per il bomber dell’Udinese, sprecate in malo modo. Dopo il gol, il Milan è incapace di una reazione. Coloro che dovrebbero dare una luce, Seedorf e Robinho, sono probabilmente i peggiori in campo. Mai efficaci, sempre raddoppiati e fermati. L’unica palla gol, arriva al 47’, con l’unico errore dell’Udinese in difesa. Un Udinese scesa in campo con le idee chiare. Stare compatti quando il Milan è in possesso, ma mantenendo comunque lunghi gli avversari. E negli spazi che si vengono a creare, tentare di far male. Ma non solo: attenzione e applicazione in fase difensiva, e lucidità in fase di riproposizione. Evidente, poi, il divario fisico che in questo momento c’è tra le due formazioni.

Secondo tempo di tutt’altra fattezza. Il Milan infatti entra in campo con una decisione ben diversa. Presa, corre e prova a costruire di più. Nei primi 15 minuti tiene li l’Udinese e sembra dar segni di risveglio, nonostante arrivi vicino al gol solo per un tiraccio di Emanuelson deviato sulla testa di Nocerino. Poi le energie iniziano a mancare e riprende campo l’Udinese. Solo un super Amelia tiene in gara i rossoneri. La forza dell’Udinese, tuttavia, è anche la sua debolezza. Gioca tutte le gare a ritmi forsennati, e nei secondi tempi cala in maniera impressionante. E la stanchezza gioca brutti scherzi sulla lucidità. Ed è in questa fase che Allegri inserisce Maxi Lopez e cambia la gara. Prima una buona palla stoppata per inserire Robinho. Poi il gol: la gara ha una svolta. Subito poi l’occasione per andare addirittura in vantaggio, ma Robinho ed El Shaarawy pasticciano. Poi ancora rischi e ribaltamenti di fronte, in una gara che in questa fase è emozionante. Il break decisivo lo ha ancora Maxi. Contropiede, palla dentro e secondo gol in serie A, e quarto stagionale, di El Shaarawy.

Gara, come detto in apertura, fondamentale. Torniamo in vetta, seppur con due gare in piu’, e teniamo a bada le inseguitrici. Ma non è solo una mera questione di numeri. Questa vittoria ha tutti i crismi per essere un punto chiave della stagione.

Ora sotto con i Gunners, che oggi hanno vinto in modo del tutto analogo a Sunderland. La chiave presa può essere quella giusta. Coraggio!

Vediamo le valutazioni sui singoli

Amelia - 8 : ci tiene in gara. A questo punto il dubbio su chi debba essere il primo portiere c’è, ed è più che lecito.

Abate – 5,5 : meglio delle ultime uscite, ma ancora distante dal vero Ignazio. Si vede chiaramente che ha problemi a livello fisico che ne condizionano le prestazioni.

Thiago Silva – 5,5 : un po’ più impreciso e falloso del solito. Ma i suoi avversari non gli danno tregua un secondo. Poco male, rimane comunque il fenomeno che conosciamo bene.

Mexes – 5,5 : meglio del suo compagno, ma comunque in difficoltà. Mesbah - 6 : il migliore della retroguardia. Non solo in avanti, dove comunque se la cava. Decisiva una chiusura su Armero che poteva costarci caro.

Ambrosini 6 : la media tra il 4 del suo primo tempo e l’8 del secondo. Prende in mano la squadra da vero capitano. Emanuelson - 6 : non di certo una grande gara. Ma ha il merito del contropiede del primo gol.

Nocerino - 5 : gara incolore e decisamente sottotono.

Seedorf – 4,5 : lezioso, irritante, maldisposto. Insomma:un disastro. Cresce nel secondo tempo ma non basta.

Robinho - 5 : altra prestazione decisamente incolore. Ci mette tutto se stesso, ma in questo momento non ne ha.

El Shaarawy – 7,5 : decisivo. Basta solo questo.

Maxi Lopez – 7,5 : entra e cambia la gara. Ci da peso e profondità. Un gol e un assist. Finalmente

 

 

il PRE Udinese-Milan di Marco Rizzo

UDINESE-MILAN

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La spia luminosa è accesa e pulsa violenta. Dovevamo aspettarcelo. Tutti queste defezioni non potevano che portare ad una situazione del genere. Tredici assenze tutte assieme, e per di più concentrate in un unico reparto, ammazzerebbero chiunque. Chiunque. E noi purtroppo non siamo esenti. Giusto criticare. Giusto trovare motivi, errori o colpevoli. Ma nel farlo bisogna sempre avere un minimo di equilibrio e ricordare la situazione contingente. Da un mese ormai giocano gli stessi, e purtroppo non sempre gli stessi giusti. Nessuna possibilità di cambiare uomini e, nei limiti del possibile, moduli. Con la conseguenza che la fatica si accumula, e quando le energie vengono meno, la panchina per le sostituzioni è desolatamente vuota. Non è un alibi. È un fatto.

Premesso ciò, in molti colgono l’occasione per abbandonare la nave: criticare a spron battuto, spesso ignorando questa o quella motivazione. Più che lecito. Una situazione del genere farebbe spazientire e demoralizzare anche il piu’ strenuo tifoso. Ma questo non è il momento di abbandonare la nave. È il momento di fare quadrato intorno ad essa. Stringere i denti e condurla in porti sicuri. Cosa che purtroppo in pochi stanno facendo.

Ed è lo stesso atteggiamento che dovrà avere la squadra nell’affrontare, domani sera, l’Udinese di Guidolin. Nessuno rientra. Anzi, qualcuno esce pure. Ma è il momento di tirare fuori gli attributi. Quella cattiveria che Capitan Ambrosini invocava nel dopo gara di mercoledi’ sera. Una cattiveria, una voglia, un furore agonistico che sono mancati nelle ultime uscite. Nonostante le difficoltà.

Andiamo ad affrontare la squadra che senza dubbio tra le mura amiche è la più forte del campionato. 10 vittorie ed un pareggio su 11 gare disputate. 30 punti su 33 disponibili ottenuti. Numeri incredibili. Forse la migliore media casalinga d’Europa. Ma non solo. I bianconeri sono la classica squadra che ci mette in dannata difficoltà. Una squadra veloce e dinamica, che sa aspettarti, pressarti e ripartire in modo forsennato verso la porta, con Di Natale e i centrocampisti che si inseriscono. Squadra molto simile, seppur molto meno tecnica e dotata di possesso palla, all’Arsenal che andremo ad affrontare mercoledi’ prossimo in Champions. Allegri dovrà essere bravo a preparare la sfida. Naturalmente la cosa migliore in una situazione come quella rossonera, sarebbe decidere preventivamente di lasciar giocare l’Udinese, andando a propria volta a stare compatti e pressare. Tuttavia la forma fisica e il ritmo che servirebbero per fare una partita del genere, in questo momento ci fanno difetto. Per cui l’alternativa è tenere palla, dettare i ritmi di gioco e quando possibile verticalizzare. Ovvio è che cosi’ facendo, se non si è bravi nella gestione della palla, ci si espone alle ripartenze, il vero e proprio pane quotidiano della squadra friulana. Per cui palloni persi come quelli mortiferi in Coppa Italia, domani sera, non saranno accettabili.

Udinese-Milan è anche un vero e proprio scontro diretto. Soli 3 punti separano infatti le due squadre. E veniamo proprio al discorso scontri diretti, che sta diventando quasi stucchevole. Innanzitutto è oscuro il motivo per il quale Roma-Milan, vinta dai rossoneri, non è considerato scontro diretto dai più, mentre partite contro squadre di egual livello come la Lazio, o che addirittura precedono i giallorossi in classifica, come il Napoli, vengono considerate scontri diretti. Mistero…. È vero, anzi verissimo: il Milan ha avuto difficoltà contro le grandi squadre quest’anno. O meglio, con le grandi squadre che, dal loro punto di vista giustamente, hanno giocato contro il Milan da vere e proprie provinciali. Sia chiaro: non è un demerito ne tantomeno un alibi. È un fatto. Altrettanto vero è che sta alla squadra e all’allenatore trovare vie alternative per pervenire alla vittoria contro formazioni del genere. Perché contro una provinciale, che si difende e riparte con le poche qualità che ha, la riusciamo sempre a sbloccare. Poi tutto viene facile. Contro le grandi che fanno le due fasi meglio e con più qualità delle precedenti, tutto si complica. E se non si sblocca la gara, subentra impazienza e frustrazione. Le energie diminuiscono, la squadra si allunga e arriva puntualmente il patatrack. Senza andar lontano è successo anche lo scorso anno con il Tottenham. Bisogna al più presto trovare un alternativa di gioco. Se non di uomini o modulo, allorchè impossibilitati, almeno di atteggiamento. Anche perché gli altri non ti aspettano. In caso di mancato risultato utile, la Juventus potrebbe infatti, vincendo a Bologna, balzare davvero troppo in avanti. E dietro arrivano.

Vediamo ora qualche precedente. Al “Friuli” sono state disputate 36 partite tra le due squadre, con un bilancio di 12 vittorie milaniste, 17 pareggi e 7 successi bianconeri. L’ultimo precedente, che risale ovviamente alla scorsa stagione, coincide anche con l’ultimo pareggio. Uno 0-0 all’ultima giornata che vide i friulani ottenere il punto decisivo per arrivare all’ultimo posto utile per la Champions League. Nelle due precedenti stagioni, altrettanti successi udinesi. Nel 2009-2010 un gol di Di Natale sanci’ l’1-0 della squadra di Marino su quella di Leonardo. L'annata precedente vide Udinese-Milan terminare 2-1 a favore dell'Udinese. Ad aprire le marcature fu D'Agostino su calcio di rigore, raddoppio bianconero con Zapata. Per il Milan, gol di Massimo Ambrosini allo scadere. Fu questa la gara che regalò all’Inter di Mourinho il suo 17esimo scudetto. L’ultimo successo esterno risale alla stagione 2007-2008, quando Gilardino nel finale segnò l’1-0 decisivo. Fu quella la terza vittoria consecutiva al Friuli. Nelle precedenti stagioni infatti la squadra di Ancelotti si impose per 0-3 e addirittura 0-4.

Vediamo ora come i due allenatori si giocheranno la gara. Partiamo da Allegri. Purtroppo i dubbi stanno a zero. O quasi. Quel quasi è dipeso da ulteriori infortuni. Abate e Nesta appaiono infatti molto in dubbio per la sfida di domani. Per cui, a meno di recuperi, si va verso una formazione totalmente obbligata. Amelia; Bonera, Thiago Silva, Mexes, Mesbah ; Nocerino, Ambrosini, Emanuelson, Seedorf; El Shaarawy, Robinho. Due le possibilità: Antonini al posto di Mesbah e Zambrotta al posto di Bonera. Maxi Lopez dovrebbe partire dalla panchina. Questi abbiamo, questi giocano. E che Dio ce li conservi sani.

Guidolin dal canto suo, nonostante qualche assenza e i due assenti per la Coppa D’Africa, non ha molti problemi di formazione. Anche perché ha avuto 6 giorni pieni, contro i nostri 2, per preparare la gara. Partiamo dagli assenti. Mancheranno certamente Asamoah e Badu, impegnati con il Ghana. Dovrebbero poi mancare per infortunio anche Coda, Barreto, Pinzi e Floro Flores, mentre Domizzi e Torje hanno recuperato, ma partiranno dalla panchina. Il modulo è il classico 3-5-1-1. Ad occupare la porta friulana ci sarà Handanovic. Difesa a tre con Ferronetti, Benatia e Danilo. Gli esterni alti saranno come sempre Armero a sinistra e Basta a destra. Ad agire centralmente ci sarà Isla, assieme ai due neo arrivati Fernandes e Pazienza. Davanti, ad accompagnare il bomber Di Natale, dovrebbe esserci Abdi.

Ad arbitrare ci sarà il signor Bergonzi. Solitamente un buon arbitro, Bergonzi, è chiamato ad una prova positiva. Quella che purtroppo non hanno offerto Damato in Lazio-Milan, Rizzoli in Milan-Napoli e Mazzoleni, si, quello di Fiorentina-Milan, in Coppa con la Juve. Perché in tutte le difficoltà che abbiamo, si è messo di mezzo anche qualche errore arbitrale di troppo. Peccato.

Domani a Udine sono previsti -5 gradi e la neve. Questo è un ulteriore problema. Non tanto per lo svolgimento della gara in se, che comunque non potrà non essere condizionata da questo (e proprio per questo qualche voce di rinvio è circolata.). Ma senza dubbio il freddo e il campo gelato, non aiuteranno di certo a scongiurare altri infortuni. Ora proprio è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Quello di cui invece abbiamo bisogno impellente è una prestazione da Milan. Carattere, attenzione massima, cattiveria, gruppo unito. E poi vada come vada. Forza Ragazzi!

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