CORSI E RICORSI STORICI!
di Gianpiero Sabato
Forse ne avremmo fatto volentieri a meno, ma proprio in questi giorni abbiamo la conferma che i “corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico esistono veramente.

Ricordiamo per un attimo lo scenario milanista tra la fine di dicembre ed il gennaio dello scorso anno: un Milan lanciatissimo viene irretito e battuto in casa dalla Roma di Ranieri grazie ad un gol favorito da un errore di Abate (che nel tentativo di respingere becca lo stinco di Borriello), a centrocampo si perdono i pezzi a iosa (Boateng e Pirlo su tutti) e la società è costretta a correre ai ripari sul mercato (Emanuelson e Van Bommel) per poter schierare 11 giocatori a Genova in Coppa Italia, si cerca di porre rimedio alla lacuna evidenziata sulla fascia sinistra con l’acquisto del promettente (?) Didac Vilà, e, ciliegina sulla torta, alla vigilia dell’ultima di andata si fa male Christian Abbiati (salterà Udinese e Lecce).
Veniamo allo scenario di gennaio 2012: il Milan lanciatissimo (32 punti conquistati su 36 disponibili) viene battuto in casa dall’Inter di Ranieri grazie ad un gol favorito da un errore di Abate, a centrocampo si perdono pezzi a iosa (Flamini, Gattuso, Aquilani, Seedorf ed ora anche Boateng) e la società è costretta ad intervenire con urgenza sul mercato (Merkel già fatto e forse qualcun altro da fare), si cerca di porre rimedio alla lacuna sulla sinistra con Mesbah (dopo il fallimento Taiwo), ed infine, come se non bastasse, Christian Abbiati si infortuna al polpaccio alla vigilia dell’ultima di andata.
Se ci trovassimo sulla settimana enigmistica potremmo riproporre il gioco “trova la differenza tra le due vignette”, ma purtroppo questo non è un gioco e la situazione si sta facendo complicata.

Non tanto per la sconfitta con l’Inter, quanto perché questa situazione di emergenza si è determinata alla vigilia di un ciclo di partite tostissime in campionato ed alla vigilia del ritorno della Champions.
Lo scorso anno uscimmo agli ottavi contro l’abbordabile Tottenham proprio a causa delle innumerevoli defezioni che ci costrinsero a schierare Thiago a centrocampo, e questo non è di buon auspicio per la doppia sfida contro un’Arsenal che è ampiamente alla nostra portata solo se siamo al completo.

Qualcuno potrà dire: “se tanto mi dà tanto finisce come lo scorso anno e quindi vinciamo lo scudetto!”.
Questa è sicuramente la cosa più confortante di tutte, ed è quella che ci fa “vivere” meglio la situazione, senza costringerci a sbattere la testa contro il muro per la disperazione.
Tuttavia due annotazioni sono doverose.

Innanzitutto c’è da segnalare che lo scorso torneo ci presentammo alla fine del girone di andata con 40 punti (ed anche qui possiamo ripeterci) ma con ben 4 punti di vantaggio sulla seconda (il Napoli a 36), mentre quest’anno rischiamo di non essere neanche campioni d’inverno. Può sembrare una cosa ininfluente, ma in realtà non lo è. Sapere di dover fare fronte all’emergenza con un buon vantaggio sugli inseguitori è ben diverso dal doverlo fare con la preoccupazione che se perdi dei punti rischi di dover inseguire gli altri. Il ruolo del cacciatore che insegue la lepre è vantaggiosa nel ciclismo, non nel campionato di calcio. Inseguire a lungo richiede uno sforzo fisico e mentale intenso con l’aggravante di non poter sbagliare quasi mai. Non è poco!
La seconda riguarda Ibrahimovic: visto lo scarso rendimento realizzativo fino ad ora registrato dalle altre punte rossonere, è auspicabile che Zlatan prolunghi il più possibile in questa stagione il suo pesante apporto di prestazioni, giocate, assist e gol. Lo scorso anno Ibra contribuì in modo determinante a portarci fino alla vetta della classifica, ma a partire dalla gara di Catania (terza di ritorno) il suo rendimento scese in modo preoccupante, confermato e sfociato in un nervosismo che gli costò diverse giornate di squalifica. Zlatan per noi è vitale, ma è necessario che i suoi compagni si diano una svegliata e comincino a diventare determinanti in questo momento difficile e decisivo della stagione!

La squadra è composta da gente esperta ed in grado di fare fonte a questa situazione di difficoltà, l’allenatore già lo scorso anno ha acquisito “le stimmate” per gestire al meglio le risorse a disposizione, e la società dimostra comunque di essere vigile e reattiva sul mercato per dare al mister delle alternative (se non altro numeriche) che altrimenti la sorte (leggi infortuni) non gli permetterebbe di avere. Ma in tutto questo è necessario che anche i tifosi ed i media “amici” facciano la loro parte, sostenendo il Milan e cercando di discutere delle prestazioni e dei risultati in modo obiettivo, critico e costruttivo.

Aspettare la prima sconfitta (sia pure con gli odiati interisti) per demolire tutto ciò che è stato fatto, per accanirsi su tutte le scelte del mister (anche quelle forzate) e per emettere giudizi trancianti su alcuni dei nostri ragazzi (Pato su tutti) non è proprio quello di cui abbiamo bisogno.
La sfiga già sta mettendo a dura prova le nostre risorse, se ci mettiamo anche a farci del male da soli possiamo tranquillamente raccogliere i nostri stracci e ritirarci in buon ordine.

Così come è bene mettere da parte al più presto la convinzione che questo scudetto lo vinceremo d’inerzia solo perché sulla carta siamo la squadra più attrezzata del campionato: questo stato mentale si potrebbe rivelare anche più dannoso della stessa falcidia di infortuni che ci sta massacrando dall’inizio del campionato!
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