Non ci sono colpe da addossare
di Guglielmo Mastroianni
Addossare responsabilità su Allegri, per l'infortunio occorso a Thiago Silva nei primi minuti della partita contro la Roma, è un vuoto esercizio di stile.
E' una reazione di pancia: Thiago non stava bene, Allegri lo ha voluto fare giocare lo stesso, la colpa è di Allegri.
Non è esattamente così.

Thiago era uscito malconcio dalla semifinale di Torino, in coppa Italia, contro la Juve.
Aveva svolto allenamenti differenziati, ma non lamentava problemi di natura muscolare, quanto invece tramutatici.
Fino a pochi istanti prima del calcio d'inizio, Thiago ha provato la propria tenuta fisica.
La sensazione era che non stesse bene, ma in casi come questo è sempre il giocatore ad avere l'ultima parola: e quella del 33 rossonero è stata un "si".

Purtroppo succede che quando non si sta bene, non si corre bene, i muscoli vengano sollecitati in maniera innaturale, con i rischi del caso.
Questo è quanto successo a Thiago Silva.

Si può allora obiettare che non fosse il caso di impiegarlo a Torino.
E' opportuno ricordare, però, come prima di quella partita il centrale rossonero non avesse manifestato alcun tipo di problema fisico.
La semifinale contro la Juventus, sia pur di Coppa Italia, era poi la classica partita che tutti avrebbero voluto giocare.
Un club come il Milan non può permettersi di affrontare appuntamenti come quello in condizioni approssimative.

Storicamente, fin dai tempi di Capello, il Milan affronta la coppa Italia con le seconde linee, ma fino a un certo punto.
Allegri aveva l'obbligo di giocarsela con gli uomini migliori a disposizione, e Thiago, così come Ibra che nonostante stesse male ha voluto esserci comunque, è uno di quelli.

Quando si fanno delle scelte si corrono dei rischi, è il mestiere di allenatore.
Bene ha detto Galliani: anche Ibra stava male, ma se non avesse giocato probabilmente, adesso, si starebbe parlando di altro.

Certo, rimane il disappunto, la rabbia, per una stagione che ci priva di uomini fondamentali in ogni momento.
E rimangono le domande: com'è possibile che ci siano stati così tanti infortuni?
Cosa c'è che non funziona in quello che rimane di Milan Lab (che è opportuno precisare come non esista più)?
Quale relazione può esserci tra il campo di San Siro, luogo dove sono avvenuti il 99% degli infortuni di questa stagione, e il traffico intenso che si registra nell'infermeria di Milanello?
Da chi o da cosa dipende questa situazione?
Abbiamo medici incapaci e preparatori atletici approssimativi?

Prima ancora di pensare al mercato, la prossima estate, bisognerà approfondire certi aspetti.
Perchè non serve a nulla comprare e spendere, se poi quello che compri e per cui hai investito rimane congelato per mesi ai box.

Adesso arriva il Barcellona, per un quarto di Champions dall'esito, sembrerebbe, scontato.
Ma rimane il fascino di una sfida che possono godersi solo il Milan e i milanisti, in questa stagione.
Che non saranno imbattuti, ma giocano nell'Europa che conta. E non è da tutti
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