ECCONE UN ALTRO!
di Gianpiero Sabato
Ohhh, adesso che è arrivata la sparata dello sceicco del City, per bocca del suo braccio destro, ci sentiamo più tranquilli. Il quadro ora è completo. Avevano parlato tutti in questa vicenda, mancava solo la sua versione ufficiale, e, come per molte altre dichiarazioni sull’argomento, possiamo tranquillamente catalogarla tra le tante cazzate ed ovvietà proferite sulla telenovela Tevez. Ma per fortuna il tempo del mercato invernale sta per scadere, così riusciremo presto a vedere come va a finire una storia che si trascina ormai da mesi.

La cosa che più fa tenerezza è vedere come questo signore pensi “di insegnare” il mestiere del dirigente calcistico ad Adriano Galliani, permettendosi, tra l’altro, di definirlo “poco serio” ed indicando i dirigenti di PSG ed Inter come esempi di “modelli da seguire”.
Detto da uno che fino a ieri non distingueva un  pallone di calcio dalla gobba di un cammello fa scappare dal ridere. Un patetico tentativo di stanare il Milan in una trattativa che ha messo i ricconi del City con le spalle al muro.

Indipendentemente da come andrà a finire la vicenda Tevez è indubbio che l’unico che sia riuscito nel suo intento è Adriano Galliani. Forte del saldo accordo raggiunto con l’attaccante argentino, l’AD rossonero ha sbaragliato la concorrenza di tutti i contendenti.
Ha smascherato la bufala dell’Inter che ha solo fatto finta di “non scherzare” nell’assalto a Tevez  per evitare che il Milan potesse prenderlo alle sue condizioni e magari presentarlo in campo nel derby, ha fatto fare la figura del cioccolataio a Leonardo ed al PSG che sono convinti che a suon di petro-dollari è possibile convincere qualsiasi campione ad andare a giocare nel sesto/settimo campionato più importante d’Europa.

Da dirigente navigato che sa da sempre che la volontà del giocatore è la cosa più importante in qualsiasi trattativa, Galliani può non andare a segno solo se per principio il Manchester City decide di tenersi il giocatore e non cedere alle condizioni poste dal Milan.
Ma qui sta il bello della vicenda: se i Citizens tengono in rosa Carlitos, in termini economici finiscono per spendere quasi la metà dei soldi che otterrebbero dal Milan in caso di riscatto alla fine della stagione.
E se poi lo tiene? Cosa succede a giugno? Dovrà ricominciare da zero una trattativa per cederlo, ma a chi?
Se il duo Galliani-Kia non riuscisse nell’intento di portare Tevez in rossonero a gennaio perché il Manchester non lo cede, chi lo dice che non ci riproverà a giugno sulla base dello stesso accordo raggiunto nel novembre scorso? Oppure pensano che Galliani e Kia cancelleranno i rispettivi numeri di cellulare dalle proprie rubriche e non si sentiranno più per non indispettire lo sceicco?
Praticamente è come la storia di quel tizio che per fare un dispetto alla moglie decide di tagliarsi l’uccello!

Galliani questo lo sa, ma lo sanno bene anche gli anglo-arabi del City. Questo li rende molto nervosi, e questo nervosismo viene esternato attraverso dichiarazioni che non fanno altro che confermare che chi è il più tranquillo di tutti in questa trattativa è solo Galliani, che tanto per non farsi mancare niente ha anche già praticamente consegnato al suo allenatore l’alternativa in caso di mancato arrivo dell’Apache, e cioè Maxi Lopez.
Un calciatore che non scalderà gli animi dei tifosi milanisti come accade invece con Tevez, ma comunque rappresenterebbe un’ottima alternativa in attacco per il tecnico livornese.

E’ del tutto evidente che poi il nervosismo dei dirigenti del City sia accresciuto dal fatto che da anni vengono puntualmente delusi sul mercato ogni volta che si sono seduti ad un tavolo con Galliani o comunque si sono trovati ad incrociare le loro strade con quelle del vicario rossonero: Kakà, Ronaldinho, Ibrahimovic sono tutti scalpi mancati che devono essere pesati e non poco nell’orgoglio di chi pensa che coi suoi soldi può tutto e che il fascino esercitato da un club non conti nulla.

Insomma caro sceicco, il proprietario di Carlitos Tevez è lei e solo lei può decidere cosa farne (se “prestarlo” al Milan o lasciarlo a prendere il sole su una spiaggia argentina), ma almeno non si esponga con delle dichiarazioni che non fanno altro che farle fare delle brutte figure.
La sua uscita va a fare il paio con quella di un altro Amministratore Delegato che sul’onda emotiva generata dalla “falsa” dichiarazione di Galliani al termine del suo ultimo blitz londinese decise di dare lezioni di strategie di mercato ad Adriano Nostro.
Sto parlando di Ernesto Paolillo, colui che disse che “Galliani aveva completamente sbagliato la strategia della trattativa perché si era esposto mediaticamente facendosi addirittura fotografare col calciatore prima di chiudere ufficialmente la  trattativa. Un errore madornale”. Una uscita, quella di Paolillo, che non faceva altro che confermare che lui ed il torbido mondo del calcio e le sue oscure trame sono due cose che non c’entrano nulla l’uno con l’altro!  

E visto che siamo in argomento diciamo pure qualcosa al nostro amico Carlo Ancelotti.
Martedì scorso in una intervista rilasciata a Paolo Condò della Gazzetta della Sport ha dichiarato che tutti i procuratori dei più grandi giocatori del mondo si sono messi in fila perché vogliono portare i loro assistiti a Parigi.
A giudicare dalla collezione di rifiuti che sta mettendo insieme il suo amico Leonardo de Araujo sembra che ci sia qualcosa che non torna.
Se alla fine di tutta questa giostra arriva solo Maxwell e tra i tanti no ricevuti ci mettiamo anche quello di Beckham…
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