QUEL CHE CI LASCIA MILAN-JUVE!
di Gianpiero Sabato
Pian piano si vanno diradando i fumi delle polemiche seguite al disgraziatissimo Milan-Juventus di sabato sera, anche se esiste il fondato rischio che dello strafalcione (per usare un eufemismo) del gol del 2-0 non visto dall’assistente Romagnoli se ne parli per tutto il resto della stagione e forse anche oltre. L’unico augurio, che personalmente mi faccio, è che la lotta per lo scudetto si risolva, in un senso o nell’altro, con un distacco tale da rendere ininfluente l’errore occorso.

E’ con cognizione di causa che parlo di “errore”, senza ricorrere agli urlati complotti, mafia, “brutta aria”  e “mancanza di rispetto” come ha fatto, e continua a fare, la nuova triade juventina della seconda repubblica formata da Conte-Marotta-Agnelli. Francamente, vista a posteriori, con il clima che si era creato alla vigilia, doveva succedere un miracolo perché la partita finisse serenamente e senza polemiche, oppure doveva esserci una secca vittoria del Milan che non lasciasse spazio a nessuna recriminazione di sorta.

A pensarci bene è proprio questa seconda eventualità che si stava materializzando quando Muntari ha messo a segno il secondo gol rossonero, a coronamento di una schiacciante superiorità milanista che a quel punto difficilmente sarebbe stata sovvertita (anche se nel cacio non si può dare nulla per scontato). Ed invece ci è toccato vedere e commentare una partita completamente diversa da quella che si sarebbe dovuta vedere dal 25’ circa in poi. Qualcuno dirà ed obietterà che l’errore arbitrale fa parte del gioco e che questi imprevisti possono contribuire a dare un po’ di pepe alle partite, ma qui è diverso. Va bene, e si deve accettare, un rigore visto o non visto, un fuorigioco sbandierato o no per centimetri, l’arbitrarietà ed il dubbio sulla volontarietà o meno di un fallo di mano in area, ma su un pallone che ha varcato la linea di porta (senza ombra di dubbio) non ci sono santi! Un gol è gol e basta, è una cosa oggettiva che non ammette repliche, giustificazioni o discussioni di sorta. L’ausilio tecnologico non va applicato in tutte le occasioni, ma il sensore sulla palla che è entrata è necessario. Lo scopo di questo sport è quello di fare gol, possibilmente più dell’avversario, e nel momento in cui ci riesco regolarmente, ho il diritto che quel gol mi venga assegnato, e non deve esistere neanche teoricamente la possibilità che il dubbio di un arbitro o di un guardalinee mi privino di quel gol. I dubbi sono ammessi sul fatto che qualcuno per fare gol abbia commesso una irregolarità, ma se così non è, non sono ammessi sul fatto che il pallone abbia varcato  interamente  o meno la linea di porta.
In questo modo si sarebbe anche evitato di sentire delle bestialità nel post partita.

Non voglio tornare sulle già trite e ritrite discussioni che sono seguite alla gara. Si potrebbe parlare della scarsa intelligenza di Buffon, non tanto per quello che ha detto, quanto per il fatto di averlo detto; si potrebbe parlare della cazzata di Mexes, che fa ancora parte di quella schiera di calciatori che non ha capito che con lo spiegamento di telecamere che c’è oggi non si può farla franca e non si può evitare di creare danni alla propria squadra; si potrebbe parlare delle stronzate dette da Conte nel dopo partita quando cerca di convincerci che il peso specifico del gol di Muntari e del gol annullato a Matri sullo svolgimento della partita è praticamente lo stesso. Ma preferiamo andare oltre e fare qualche altra considerazione. La partita di sabato ci ha restituito un gran bel Milan, capace, nonostante le numerose defezioni, di mettere sotto l’avversario più agguerrito nella corsa al titolo.

C’è da essere ottimisti, anche se ora è giunto il momento di mettere a frutto tale superiorità. Il calendario è in discesa, ma prima del rush finale è necessario fare bottino pieno nella trasferta-spauracchio di Palermo. Mi sbilancio: se usciamo vittoriosi dal Barbera avremo fatto un passo importantissimo verso il titolo. Il rientro di Ibra è l’arma migliore per lanciare al meglio la lunghissima volata.

Un’altra considerazione è sulla Coppa Italia. Tra 20 giorni si gioca il ritorno della semifinale proprio contro la Juventus. Scommettiamo che stavolta affronteremo l’impegno come se si trattasse di una gara di Champions? Giunti a questo punto della competizione, abbiamo spesso affrontato l’impegno della Coppa nazionale come un fastidioso compitino da svolgere, con risultati quasi sempre rovinosi. Le scorie di Milan-Juventus di sabato scorso potrebbero finalmente spingere il Milan ad affrontare l’impegno con lo spirito che la competizione richiede a questi livelli. Staremo a vedere, ma chiedere ai ragazzi di darci questa soddisfazione è più che lecito.

Infine una considerazione su Boateng. Visto il numero delle assenze per infortunio e ricadute collezionato sia  lo scorso anno che in questa stagione, c’è da cominciare ad essere preoccupati o no sulla sua affidabilità fisica? A voi la risposta
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